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A Cagliari c’era voglia di confermarsi dopo la vittoria esterna col Torino, ma non quanto la voglia del Milan di riprendere la corsa. La Unipol Domus è una scatola di rumore e colori, un’arena che spinge i rossoblù fin dal primo pallone giocato. E infatti è il Cagliari a partire meglio: aggressivo, verticale, affamato. Nei primi minuti Maignan osserva tre conclusioni sarde sfilare fuori di poco, mentre Allegri scuote la testa e invita i suoi a svegliarsi.
Il Milan fatica a trovare linee di passaggio, soffocato dal pressing di Pisacane. Leao prova a strappare, Loftus-Cheek a cucire, ma la manovra resta imprecisa. La prima vera scintilla rossonera arriva a metà tempo, un lampo isolato che non basta a cambiare l’inerzia. Dall’altra parte Esposito inventa, Adopo colpisce di testa, Maignan blocca con sicurezza. È un primo tempo sporco, nervoso, in cui il Cagliari sembra avere più idee e più gamba.
La partita cambia dopo l’intervallo. Il Milan rientra con un’altra faccia, più convinto, più feroce. E bastano pochi minuti per capirlo: Leão riceve largo, punta l’uomo, rientra e lascia partire un sinistro che si stampa sulla traversa. È un avvertimento, un preludio.
Il gol arriva al 50’. Rabiot vede il portoghese sul secondo palo, lo serve con un pallone morbido, quasi affettuoso. Leão controlla, guarda Caprile e lo trafigge con un diagonale secco. È il tipo di rete che non sorprende nessuno, perché quando Leão decide di accendersi, il resto è quasi inevitabile. Il Milan esulta, Allegri stringe il pugno, la partita prende una direzione chiara.
Il Cagliari prova a reagire, ma la spinta iniziale si è affievolita. Pisacane cambia uomini, cerca peso e fantasia, ma il Milan ora è solido, compatto, maturo. Fullkrug entra e fa a sportellate, Pulisic porta freschezza, Modric governa il ritmo con la calma di chi ha visto mille battaglie. Nel finale i rossoneri sfiorano il raddoppio due volte, prima con Pulisic, poi con una punizione velenosa di Modric che Caprile devia con un colpo di reni.
Gli ultimi minuti sono un assedio più emotivo che tecnico: il Cagliari spinge, il pubblico ci crede, ma il Milan non trema. Quando l’arbitro fischia la fine, i rossoneri si abbracciano: è una vittoria pesante, sporca, preziosa. Una di quelle che non finiscono negli highlights, ma che spesso fanno la differenza in una stagione. Il Milan apre il 2026 con una vittoria pesante alla Unipol Domus: decide Rafael Leão in avvio di ripresa, regalando ai rossoneri tre punti e il momentaneo primo posto in classifica. Gara intensa, equilibrata nel primo tempo, più controllata dal Milan nella ripresa.
Marcatori: 50′ Leão (M)
Caprile; Zappa, Luperto, Rodriguez, Obert (61′ Idrissi); Adopo, Mazzitelli (83′ Cavuoti); Palestra, Prati (61′ Borrelli), Esposito (66′ Gaetano); Kılıçsoy (83′ Pavoletti). All.: Pisacane.
Maignan; Tomori, De Winter, Bartesaghi; Saelemaekers, Fofana (69′ Ricci), Modric, Rabiot, Estupiñan (79′ Gabbia); Loftus-Cheek (79′ Pulisic); Leão (69′ Fullkrug). All.: Allegri.
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