venerdì 2 Ottobre 2026
venerdì 2 Ottobre 2026

22 Novembre 1963: il giorno in cui l’America perse l’innocenza

22 Novembre 1963: il giorno in cui l’America perse l’innocenza

Per un'informazione indipendente

ogni contributo è prezioso

Il presidente Kennedy con la moglie, Jacqueline, il governatore del Texas John Connally e la consorte Nellie Connally nella limousine presidenziale, pochi istanti prima dell'assassinio. Opera di pubblico dominio; il copyright è scaduto nel 1991 senza rinnovo. Pubblicata per la prima volta il 24 novembre 1963.

Condividi su:

A Dallas viene ucciso John Fitzgerald Kennedy un presidente simbolo di speranza e contraddizioni

Dallas, Texas. Il sole illumina la città, la folla si accalca lungo le strade per salutare il presidente. John Fitzgerald Kennedy sorride, Jacqueline al suo fianco incarna la grazia di una First Lady che sembra uscita da un film. Poi, il silenzio viene squarciato da tre colpi di fucile. “Il presidente è stato colpito!”, urla un cronista locale. In pochi istanti, l’America intera precipita nell’incubo. Kennedy fu ferito mortalmente alla gola e alla testa da colpi di fucile sparati dall’ex marine Lee Harvey Oswald, mentre a bordo della limousine presidenziale stava attraversando la Dealey Plaza insieme alla moglie Jacqueline, al governatore John Connally (ferito gravemente) e alla moglie di quest’ultimo Nellie.


L’annuncio che sconvolse il mondo

Alle 13:00 ora locale, l’ospedale Parkland Memorial diffonde la notizia ufficiale: “Il presidente John F. Kennedy è morto.” La CBS interrompe le trasmissioni, Walter Cronkite, con voce rotta dall’emozione, scandisce le parole che milioni di americani non avrebbero mai voluto sentire: “Dal Dallas, Texas, il presidente degli Stati Uniti è stato assassinato.”

Le campane delle chiese iniziano a suonare, la gente piange per strada. A Boston, la città natale di JFK, un uomo sussurra: “È come se avessero ucciso uno di noi.”

L’uomo dietro il fucile

Lee Harvey Oswald, ex marine, viene arrestato poche ore dopo. Le autorità lo indicano come l’unico responsabile, ma già quella sera le voci di complotto si diffondono. “Non può aver agito da solo”, scrivono alcuni giornali. La mafia, la CIA, potenze straniere: ipotesi che alimenteranno decenni di sospetti e indagini senza mai trovare conferma definitiva.

Un Paese in lutto

Il vicepresidente Lyndon B. Johnson presta giuramento a bordo dell’Air Force One, accanto a Jacqueline ancora vestita con il tailleur macchiato di sangue. L’immagine fa il giro del mondo: simbolo di un passaggio di potere drammatico e improvviso. In Europa, i quotidiani titolano a caratteri cubitali. “L’America piange Kennedy”, scrive Le Monde. A Roma, il Corriere della Sera parla di “una tragedia che scuote l’Occidente”. Per indagare sull’accaduto, il neopresidente Lyndon B. Johnson istituì un’apposita commissione d’inchiesta, la commissione Warren, le cui indagini – svolte tra il 1963 e il 1964 – affermarono che Kennedy era stato colpito da un unico cecchino (lone gunman theory).

Lyndon_B._Johnson_taking_the_oath_of_office,_November_1963
http://www.lbjlibrary.net/collections/photo-archive/photolab-detail.html?id=29
Reference Number: 1A-4-WH63 Credit: LBJ Library photo by Cecil Stoughton

Il mito che nasce dalla tragedia

Kennedy non fu un presidente privo di ombre: promesse rimaste sospese, crisi internazionali difficili da gestire. Ma la sua morte lo consacrò al mito. Il suo celebre appello – “Non chiedete cosa il vostro Paese può fare per voi, chiedete cosa voi potete fare per il vostro Paese” – divenne il manifesto di un’America che voleva credere nel futuro.

Quel 22 novembre non segnò solo la fine di un uomo, ma la fine di un’epoca. L’America perse l’innocenza, e il mondo intero imparò che anche i sogni più luminosi possono spegnersi in un istante.

 

L’espressione “teoria del complotto” venne utilizzata proprio per la prima volta negli Stati Uniti nel 1964, in relazione all’assassinio di John Fitzgerald Kennedy. In particolare l’espressione venne usata per descrivere collettivamente le varie voci critiche nei confronti delle conclusioni della Commissione Warren (la commissione ufficiale incaricata di indagare sull’assassinio) pubblicate in quell’anno. Sebbene inizialmente non avesse una connotazione particolare, il termine ha assunto nel tempo una valenza sostanzialmente dispregiativa, sottintendendo implicitamente che il contenuto di tali voci critiche sia di per sé poco credibile.

Condividi su:

Leave a Reply

Correlati

Potrebbe interessarti

AA

Per un'informazione indipendente

Ogni contributo è prezioso

Archivio City&City

---

City&City Magazine è ancora speciale. Raccontiamo il territorio e le bellezze della Sardegna attraverso la rivista e gli eventi che produciamo; celebriamo storie coinvolgenti e personaggi che riflettono ed esaltano l'essenza autentica dell'isola nell'isola e all'estero. 72 pagine a colori.

Categorie articoli

Servizi per l'ambiente

Archivio City&City

Io penso positivo!

Io penso positivo!

Per un'informazione indipendente

Ogni contributo è prezioso

Leave a Reply

Per un'informazione indipendente

ogni contributo è prezioso