sabato 18 Aprile 2026
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Bitti – Due volte prigioniero, una sola identità: la memoria di un sequestro nel libro di Devoto e Michele Tatti

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Riprendono le presentazioni del libro “Prigioniero del mio nome cronistoria di un doppio sequestro di persona” scritto per le Edizioni Il Maestrale, da Riccardo Devoto, con il giornalista Michele Tatti, sulle vicende che hanno segnato la sua famiglia.


Il volume sarà al centro di un convegno organizzato a Bitti dalle parrocchie di San Giorgio e del Santissimo Salvatore per venerdì 27 giugno alle ore 19 nel salone parrocchiale in corso Vittorio Veneto. Dopo il saluto del parroco don Totoni Cossu, introdotti e coordinati dalla giornalista Marilena Orunesu, dialogheranno con gli autori Diego Carru e il direttore del settimanale diocesano “L’Ortobene” don Francesco Mariani.

Riccardo Devoto – coadiuvato dal giornalista Michele Tatti – racconta le vicende umane e imprenditoriali, sue e della sua famiglia: protagonista della vita economica e civile di Nuoro per oltre un secolo, e purtroppo anche della fase più cruenta della lunga storia dei sequestri di persona a scopo di estorsione. Nel 2005 la società è costretta a modificare la propria ragione sociale per via della estenuante crisi seguita al rapimento dello zio di Riccardo, Gigino Devoto, nel 1985 prigioniero dei banditi per 203 giorni. Dopo una liberazione ‘costata’ 800 milioni di lire, l’impresa di famiglia deve abbandonare le storiche attività di torrefazione del caffè e rinascere come azienda immobiliare. Ma il dramma dei rapimenti inizia prima per i Devoto. Nel 1975 proprio Riccardo, allora quindicenne, sfugge a un primo tentativo di sequestro; un episodio che segna la sua vita già resa difficile fin da piccolo dal terrore dei rapitori, che imprigionava i Devoto, reclusi in casa, con i bambini interdetti dal giocare all’aperto con i loro coetanei.

“Prigioniero del mio nome” ricostruisce tragedie umane personali, familiari e aziendali, moltiplicate spesso dalle incertezze degli apparati statali e accompagnate da crisi alimentate dalle banche. La ricostruzione diviene anche riflessione delle ripercussioni economico-sociali sulla vita nella provincia di Nuoro, menomata da una costante fuga degli imprenditori.

Prigioniero del mio nome cronistoria di un doppio sequestro di persona

 

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