È un quadro in chiaroscuro quello della regione Sardegna, che, stando a quanto riportato nell’undicesima edizione del Rapporto sul Benessere equo e sostenibile (Bes) di Istat, si trova di fronte a diverse criticità ancora aperte (per esempio a livello tecnologico) ma anche con eccellenti risultati in altri ambiti, come quelli della sostenibilità e della raccolta differenziata. Ma vediamo meglio cosa emerge dal report e quali prospettive ci sono per il territorio.
Raggiunti livelli di eccellenza nella raccolta differenziata
Uno dei punti di forza della Sardegna è senza dubbio il suo impegno nella raccolta differenziata. Secondo il rapporto Bes, infatti, oltre il 90% delle famiglie sarde vive in comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 65% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, un dato che pone la regione tra le più virtuose in Italia insieme alla provincia autonoma di Trento e le Marche. Il prestigioso risultato rappresenta un segnale positivo di un cambiamento culturale e di un’efficace gestione dei rifiuti che ha coinvolto, nel corso degli anni, tanto la popolazione quanto le istituzioni locali.
La Sardegna ha dimostrato che con la giusta strategia e con la collaborazione dei cittadini, è possibile raggiungere elevati standard di sostenibilità ambientale, un successo particolarmente importante in un contesto globale dove la gestione dei rifiuti rappresenta una delle sfide più complesse da affrontare. Se la Sardegna eccelle nella gestione dei rifiuti, però, nel rapporto emergono altre aree critiche, evidenziando un percorso di sviluppo non ancora uniforme.
Connessioni internet ancora troppo lente
Se la raccolta differenziata corre veloce, ben diversa è in Sardegna la situazione dell’accesso a internet ad alta velocità. Secondo gli ultimi dati, solo il 39,2% delle famiglie sarde dispone infatti di una connessione internet veloce, un dato che colloca la regione tra le meno connesse d’Italia, superata solo dalla Calabria (36,1%), creando un divario digitale sempre più preoccupante in un’epoca in cui l’accesso a internet rappresenta non solo una comodità, ma un requisito essenziale per lo sviluppo economico, l’educazione e l’inclusione sociale. Utilizzare la banda larga non significa, infatti, solo poter accedere da PC e da mobile ai social media o alle sale gioco per cimentarsi con slot machine famose come Gonzo’s Quest o altri passatempi tradizionali in versione digitale, ma anche avere sempre a portata di mano un’ampia varietà di servizi di pubblica utilità, non ultimi quelli relativi ai rapporti con le Pubbliche Amministrazioni.
La mancanza di una rete internet efficiente penalizza inoltre economicamente la Sardegna, limitando le opportunità per le imprese locali di competere su mercati globali e per i cittadini di accedere a servizi fondamentali come la formazione online o il lavoro a distanza.
Foto di Andrew Neel
Competenze digitali e mobilità: altri aspetti critici
Altri elementi di criticità giungono dalle competenze digitali e dalla mobilità pubblica. Sebbene la Sardegna riesca a mantenere una posizione in linea con la media nazionale per quanto riguarda le conoscenze digitali, infatti, il contesto complessivo delle Isole mostra delle criticità. A livello nazionale, risulta che il 45,9% delle persone sotto i 74 anni ha competenze digitali di base, un dato stabile rispetto agli anni precedenti ma ancora sotto la media europea del 55,5%. In quest’ambito, la Sardegna, pur non sfigurando rispetto ad altre regioni del Mezzogiorno, necessita di un ulteriore sviluppo delle competenze digitali per potenziare la propria forza lavoro e ridurre il divario digitale.
La regione presenta infine delle ombre sul fronte della mobilità. Il 2023 ha visto una ripresa della domanda di mobilità pubblica soprattutto in alcune regioni del Nord, come la Liguria, ma il Sud e le Isole rimangono ancora una volta indietro. In Sardegna, così come in Sicilia e Calabria, la domanda di servizi pubblici di mobilità è stagnante, con solo il 7,2% della popolazione che utilizza regolarmente i mezzi pubblici; dato accompagnato da un peggioramento della soddisfazione per i servizi di mobilità, che nelle Isole è sceso dal 29,2% del 2022 al 22,8% nel 2023. L’insoddisfazione riflette problemi strutturali che limitano l’accessibilità e l’efficienza del trasporto pubblico, con un impatto diretto sulla qualità della vita dei residenti.
Il Rapporto sul Benessere equo e sostenibile del 2023 disegna dunque un quadro contrastante per la Sardegna, con lacune da risolvere in tempi rapidi attraverso investimenti in infrastrutture digitali e nel potenziamento dei servizi pubblici, mirando a un sviluppo equilibrato che possa migliorare il benessere di tutti i cittadini sardi.
L’auspicio è che, con un impegno congiunto tra istituzioni, imprese e cittadini, la Sardegna possa trasformare queste problematiche in nuove opportunità di crescita, continuando così a essere un esempio di eccellenza nel panorama nazionale.
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