sabato 18 Aprile 2026
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Oristano. “MADRI”, una mostra all’insegna del colore e del decò

Oristano. “MADRI”, una mostra all’insegna del colore e del decò

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Al Museo Diocesano Arborense fino al 23 gennaio

Candide, lucide, avvolte nei colori sgargianti dei tipici abiti tradizionali sardi. Il giallo, il rosso, l’inconfondibile blu delle cuffiette di Desulo e il candido bianco degli ampi veli inamidati delle donne di Atzara. L’oro dei bottoni.


Profili addolciti dallo sguardo sognante affiancati da espressioni fieramente austere.

Sono 60 le ceramiche accolte e accuratamente scelte dalle collezioni private per la mostra “MADRI. Arte paesana nella ceramica italiana” ospitata al Museo Diocesano Arborense di Oristano.

Un’esposizione che intende esaltare la produzione ceramica della prima metà del ‘900: il bello e inutile di cui la sempre nascente piccola e media borghesia amava circondarsi per affermare il proprio benessere e il proprio status.

Una marcata idealizzazione traspare nei visi delicati e nei sorrisi accoglienti e permea tutta la produzione ponendo l’accento su una ricercata delicatezza che sembra rassicurare chi li guarda.

Alcune ceramiche riescono bene ad esprimere tutta la dolcezza dei gesti materni, come le maternità della Lenci raffigurante una mammina di Atzara e della madre desulese di C.I.A Manna.

Moltissimi modelli sardi della Lenci venivano ideati e venduti alla manifattura da artisti quali Alessandro Mola e Valerio Pisano, spesso però venivano scambiati e non citati dalla stessa manifattura nell’attribuzione delle firme sul fondo delle ceramiche.

Nonostante tutte le statue in questione siano create tramite stampo e terraglia, le decorazioni venivano eseguite interamente a mano a volte anche con l’uso dell’aerografo e della tecnica a terzo fuoco per le finiture in oro zecchino.

Perciò ognuna, anche se strutturalmente simile, risulta essere un pezzo unico.

Quando si parla di arte paesana non si può non pensare alle ricercatissime opere dei fratelli Melkiorre e Federico Melis, i due artisti originari di Bosa infatti hanno uno spazio dedicato all’interno della mostra; e delle deliziose produzioni in tessuto (meglio conosciuto come panno Lenci) delle cagliaritane Albina e Giuseppina Coroneo, le due sorelle artiste e artigiane che hanno innovato la realtà e il folklore sardo attraverso ago e filo, fra le pochissime donne presenti alle esposizioni internazionali della prima metà del ‘900.

Una piccola parte è rivolta anche alle ceramiche con decorazione a freddo.

A pochi giorni dall’inaugurazione avvenuta il 30 ottobre, persino il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha voluto visitare la mostra e, prima di iniziare il tour accompagnato dalla direttrice del museo Silvia Oppo e dal curatore della mostra Antonello Carboni, ha firmato il registro delle presenze con due parole: “Sulla fiducia”.

Oristano. "MADRI", una mostra all’insegna del colore e del decò

Ha fatto di tutto per venire, in ritardo, ha spostato il volo di rientro, e prima di visitare la mostra ha scritto la dedica. È la stessa fiducia e stima che nutro per lui, quando lo conobbi a casa sua, a Roma, grazie al suo amico e assistente Santino Carta che ancora ringrazio profondamente, vero artefice della sua visita qui a Oristano. Si, – scrive il curatore della mostra Antonello Carboni – Sgarbi non è solo quello che appare in televisione, ce ne fossero di persone con un esercizio del pensiero come lui! Ma è una persona gentile, vivace, profondo ricercatore della Conoscenza e del Bello. Doveroso e necessario ringraziamento va anche a Silvia Oppo, direttrice del Museo Diocesano Arborense. Senza di lei non ci sarebbe tutto questo.”

C’è tempo ancora fino al 23 Gennaio per vedere la mostra MADRI.

 

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