sabato 18 Aprile 2026
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“60 Festival fa”: nel 1965 Vittorio Inzaina debuttava a Sanremo

“60 Festival fa”: nel 1965 Vittorio Inzaina debuttava a Sanremo

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Qualche volta alle nostre comunità capita di avere fortuna e noi ne abbiamo avuta tanta nel dare i natali ad un grande artista come Vittorio Inzaina.
L’importanza di Vittorio acquista un valore maggiore se inquadrato nel periodo in cui il suo personaggio si affermava: negli anni Sessanta del Novecento in una Sardegna caratterizzata da un alto tasso di disoccupazione e di emigrazione, da problemi e cambiamenti che investono la società in evidente conflitto tra un forte ancoraggio alla tradizione e la voglia di modernità.
La sua figura, in questo contesto, assume la forma del riscatto di un giovane che corona il sogno, che allinea il suo nome a quello dei grandi protagonisti che svettano in testa alle classifiche dei dischi più venduti e riempiono le sale da ballo, i luoghi di aggregazione in cui la musica si canta e si ascolta. Con la vittoria al Festival di Castrocaro del 1964 “Concorso nazionale per le Voci Nuove” con Adesso no, Dimmi di sì – Madrina: Françoise Hardy, Vittorio partecipò di diritto al 15° Festival della Canzone Italiana che si svolse nel Salone delle Feste del Casinò di Sanremo dal 28 al 30 gennaio 1965, presentato da Mike Bongiorno affiancato da Maria Grazia Spina.
Fu la prima volta nella storia del Festival di Sanremo, che un cantante sardo partecipò alla più importante manifestazione musicale italiana di tutti i tempi.


Nell’edizione vinta da Bobby Solo con ‘Se piangi, se ridi”, Vittorio Inzaina si classificò secondo a pari merito con altri artisti finalisti, proponendo la canzone ‘Si vedrà”, che vendette oltre mezzo milione di copie.
La fortunata partecipazione di Sanremo consacrò l’artista Teltese che bissò il successo con la canzone “Ti vedo dopo messa”, uno dei suoi cavalli di battaglia. Inzaina la presentò al Cantagiro, la manifestazione musicale itinerante che iniziò a Bari il 23 giugno per concludersi con la finalissima di Fiuggi il 10 luglio 1965, dopo aver sostato in 17 località tra le quali Mosca, Francoforte e Vienna. Facevano parte del cast gli artisti più in voga del momento come Gianni Morandi, Rita Pavone, Caterina Caselli, Nicola di Bari, solo per citarne alcuni.

Il settimanale TV Sorrisi e Canzoni celebra Vittorio Inzaina reduce dalla vittoria di Castrocaro.

Di quel periodo Inzaina raccontò del suo incontro con Lucio Battisti che gli propone un suo brano da cantare dal titolo ‘Uno in più’, portato al successo da Riki Maiocchi: «Quando me la fece ascoltare non mi piacque, non l’avevo capita ed è stato un peccato, perché poi ha venduto un milione di copie ed è stata per me un’occasione perduta».
Sempre nel 1965 incise un secondo 45 giri ‘Faccia tosta/E’ per il tuo bene’ (CGD)
Nel 1966 lasciò il segno con la pubblicazione di altri due vinili e si concluse la sua collaborazione con la CGD: ‘Viva quelli come me/Come si può” e ‘Quando io partii/Cappuccetto rosso’.
Girò per la Sardegna e gran parte dell’Italia con il progetto “Vittorio Inzaina Soul Orchestra” e nel 1972 sigla con la sua voce ‘Welcome to Costa Smeralda/La rima donna”,prodotto dalla Casa Discografica City di cui diventa consulente musicale.
Nel 1973 incide il 45 giri ‘La voce/Azzurro amore (Lago di Garda)’ (City).
Ad un certo punto della sua vita l’artista scelse di tornare a vivere in Sardegna, nella sua Telti, nei luoghi in cui era cresciuto e tra la gente che lo ha sempre sostenuto. Si era trasferito a Milano subito dopo la vittoria di Castrocaro, dove era stato messo sotto contratto dalla CGD.
L’amministrazione comunale già dal suo insediamento ha lavorato tanto per tenere vivo il ricordo di un interprete che ha contribuito, con la sua arte, a far conoscere l’aspetto positivo di un’isola che tra musica, protagonisti, paesaggi e suggestioni regala e continua a produrre costante bellezza.
Il Comune di Telti, ha deciso di promuovere e organizzare un evento culturale dedicato alla figura di   e alla storia che ha caratterizzato il suo percorso artistico, sul filo della memoria e di un racconto aperto alla musica e all’intrattenimento, ma senza scadere nei meandri nostalgici da cui lo stesso Inzaina prendeva le distanze .

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