Un arresto cardiaco nella notte ha strappato alla vita Domenico, arrivato al Santobono in condizioni disperate dopo giorni di malesseri e visite mediche che la famiglia ritiene siano state sottovalutate. La Procura ha aperto un’indagine e disposto l’autopsia per chiarire cosa sia accaduto davvero nelle ore e nei giorni precedenti alla tragedia. Disposta l’autopsia: sotto esame il percorso clinico e la posizione dei medici
NAPOLI — È morto nella notte Domenico, il bambino di appena due anni e mezzo ricoverato all’ospedale Santobono di Napoli dopo un improvviso arresto cardiaco. «Non c’è più», hanno sussurrato i familiari all’alba, quando i medici hanno comunicato che ogni tentativo di rianimazione era stato inutile. La sua storia aveva già scosso la città: il piccolo era arrivato in condizioni disperate, con un quadro clinico definito dai sanitari come “gravissimo”, e con un cuore che — secondo quanto riferito dai parenti — «sembrava bruciato».
La ricostruzione delle ultime ore
Domenico era stato portato in ospedale nella giornata di ieri dopo un improvviso malore. Le sue condizioni erano apparse subito critiche. Nella notte, il peggioramento: un arresto cardiaco che non ha lasciato scampo. I medici del reparto di terapia intensiva pediatrica hanno tentato a lungo di rianimarlo, ma senza successo.
La famiglia, sconvolta, ha raccontato di aver chiesto più volte aiuto nei giorni precedenti, denunciando presunti ritardi e sottovalutazioni da parte dei sanitari che avevano visitato il bambino in precedenza. Una versione che ora sarà al centro delle indagini.
Indagine aperta: disposta l’autopsia
La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per accertare eventuali responsabilità. È stata disposta l’autopsia, che dovrà chiarire le cause esatte della morte e verificare se vi siano stati errori diagnostici o omissioni nei giorni che hanno preceduto il ricovero.
Gli inquirenti stanno acquisendo cartelle cliniche, referti e testimonianze. La posizione dei medici che hanno avuto in cura il bambino — sia prima del ricovero sia nelle ore successive — si sarebbe aggravata, anche se al momento non risultano iscrizioni formali nel registro degli indagati.
Il dolore della comunità
Nel quartiere dove Domenico viveva, la notizia si è diffusa rapidamente. Amici, vicini e conoscenti si sono stretti attorno alla famiglia, che ora chiede solo verità e giustizia. «Era un bambino pieno di vita», raccontano. «Non possiamo accettare che sia morto così».
La vicenda ha riacceso il dibattito sulle condizioni della sanità territoriale e sulla gestione delle emergenze pediatriche, un tema che negli ultimi mesi ha già sollevato polemiche e richieste di intervento.
Cosa accadrà ora
L’autopsia, che verrà eseguita nei prossimi giorni, sarà decisiva per ricostruire la dinamica clinica e stabilire se la morte del piccolo fosse evitabile. Solo allora la Procura potrà valutare eventuali responsabilità penali.
Nel frattempo, la città si prepara a dare l’ultimo saluto a Domenico, mentre la famiglia attende risposte che possano dare un senso a una tragedia che ha lasciato tutti senza parole.