sabato 18 Aprile 2026
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Furti contactless, mito urbano o minaccia reale? Il caso del Pos nascosto nella borsetta

Furti contactless, mito urbano o minaccia reale? Il caso del Pos nascosto nella borsetta

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Da settimane circolano segnalazioni di presunti “ladri tecnologici” che, armati di Pos portatili nascosti in borse e zaini, si infiltrerebbero tra la folla per sottrarre fino a 50 euro dalle carte contactless dei passanti. Una storia che rimbalza sui social con toni allarmistici, tra testimonianze mai verificate e video virali. Ma dietro questa narrativa c’è un reale rischio di furto digitale o siamo di fronte all’ennesima leggenda metropolitana aggiornata ai tempi del pagamento senza contatto?

Tra cronaca, timori e realtà tecnologica: quanto è davvero possibile?

Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni – soprattutto sui social e nei gruppi WhatsApp di quartiere – di presunti “ladri contactless” che si aggirerebbero tra mercati, autobus affollati e vie dello shopping con un Pos mobile nascosto in una borsetta. Il racconto è sempre lo stesso: un rapido avvicinamento, un bip quasi impercettibile, e via 50 euro sottratti dalla carta di credito del malcapitato, senza che questo se ne accorga. Ma quanto c’è di vero in questa narrazione che oscilla tra cronaca e leggenda metropolitana?


Come funziona davvero il contactless

La tecnologia contactless permette pagamenti fino a 50 euro senza digitare il Pin, semplicemente avvicinando la carta al terminale. Il raggio d’azione è molto limitato: pochi centimetri. Inoltre, ogni transazione genera una notifica (se attivata) e viene registrata immediatamente.

Perché il furto “da borsetta” funzioni, il ladro dovrebbe:

  • avvicinare il Pos a meno di 3–4 cm dalla carta;
  • sperare che la carta non sia schermata da portafogli, custodie o altri oggetti;
  • completare una transazione senza destare sospetti;
  • incassare denaro su un conto tracciabile, intestato a qualcuno.

Un’operazione che, per dinamica e rischi, appare tutt’altro che semplice.

Cosa dicono gli esperti

Le forze dell’ordine e le associazioni dei consumatori, interpellate più volte sul tema, tendono a ridimensionare l’allarme. I casi documentati sono rarissimi e spesso non confermati. Le banche, dal canto loro, ricordano che ogni pagamento è tracciato e che eventuali operazioni fraudolente vengono rimborsate.

Gli esperti di sicurezza informatica sottolineano un punto chiave: rubare soldi con un Pos è molto più rischioso e meno conveniente che clonare una carta o usare tecniche di phishing, perché il terminale è registrato e riconducibile a un esercente. In altre parole, lascia una scia evidente.

Perché allora la paura dilaga

Il timore nasce da una combinazione di fattori:

  • la crescente diffusione dei pagamenti contactless;
  • la percezione che “basta avvicinarsi” per rubare;
  • la viralità delle storie sui social, spesso prive di riscontri;
  • l’ansia legata alle tecnologie che non si vedono e non si controllano.

È un terreno fertile per le cosiddette fake urban legends, che mescolano elementi reali (la tecnologia esiste) con scenari improbabili.

Cosa può davvero accadere

Pur essendo tecnicamente possibile effettuare un pagamento non autorizzato avvicinando un Pos a una carta, le condizioni reali rendono l’operazione estremamente difficile. Molto più probabile, spiegano gli esperti, è che un addebito sospetto derivi da:

  • acquisti online non autorizzati;
  • clonazione della carta tramite skimmer;
  • furto dei dati tramite phishing;
  • abbonamenti attivati inconsapevolmente.

Come proteggersi (senza farsi prendere dal panico)

  • Attivare le notifiche istantanee della banca.
  • Tenere la carta in un portafoglio schermato o in una tasca interna.
  • Impostare limiti di spesa più bassi per i pagamenti contactless.
  • Controllare regolarmente i movimenti.
  • Segnalare subito alla banca qualsiasi addebito sospetto.

Realtà o psicosi collettiva?

La risposta, ad oggi, pende decisamente verso la seconda. Il “ladro col Pos nella borsetta” è un’immagine che funziona bene sui social, alimenta discussioni e paure, ma trova pochissimi riscontri concreti. La tecnologia contactless non è priva di rischi, ma i sistemi di sicurezza e la tracciabilità delle transazioni rendono questo tipo di furto un metodo poco praticabile.

Il fenomeno, insomma, sembra più una leggenda metropolitana aggiornata ai tempi del digitale che una reale emergenza criminale. Ma come spesso accade, tra percezione e realtà la distanza può essere molto più ampia dei famosi 3 centimetri necessari per un pagamento contactless.

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