sabato 18 Aprile 2026
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Il mistero di Tuvixeddu: la morte di Manuela Murgia

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Dopo trent’anni di silenzio e dubbi, il caso di Manuela Murgia è stato riaperto: il suo ex fidanzato è ora indagato per omicidio volontario. Le nuove prove, tra cui tracce di DNA maschile, potrebbero finalmente fare luce su una delle vicende più oscure della cronaca sarda

Il 5 febbraio 1995, una telefonata anonima scuote la quiete di Cagliari: “C’è una ragazza senza vita nella gola di Tuvixeddu”. Il corpo di Manuela Murgia, sedicenne cagliaritana, viene rinvenuto ai piedi di una rupe alta 30 metri, nel cuore della necropoli punica più vasta del Mediterraneo. La ragazza era scomparsa il giorno prima.


Una testimone riferisce di averla vista il 4 febbraio, poco dopo mezzogiorno, salire su un’auto blu metallizzata guidata da un uomo. È l’ultimo avvistamento noto. Le indagini si concentrano brevemente su Enrico Astero, fidanzato di Manuela, all’epoca ventiseienne. Lui dichiara di non vederla da dieci giorni, e gli inquirenti non approfondiscono. La Procura archivia il caso nel 1997 come suicidio, nonostante le incongruenze.

Le incongruenze che non convincono

L’ipotesi del suicidio non regge agli occhi della famiglia Murgia. Il corpo presenta tagli sulla schiena, segni sul collo, ma nessuna frattura grave, nonostante la presunta caduta da 30 metri. I vestiti sono intatti, il volto senza ferite, e il corpo è stato trovato a pancia in giù. Tutti elementi che sollevano dubbi sulla dinamica ufficiale.

La riapertura del caso: nuove prove e nuove ipotesi

Nel 2023, la famiglia ottiene l’accesso al fascicolo completo. Una nuova perizia medico-legale ipotizza che Manuela sia stata violentata, investita da un’auto, e poi trascinata nella gola di Tuvixeddu. Il ritrovamento dei suoi vestiti, conservati per decenni, rivela tracce di DNA maschile sugli indumenti intimi.

Nel maggio 2025, Enrico Astero viene ufficialmente iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario. Il suo avvocato sostiene la sua innocenza e attende l’esito del test del DNA, previsto per ottobre.

Il test del DNA: una svolta attesa

Il RIS di Cagliari ha avviato il confronto tra il DNA di Astero e quello rinvenuto sugli abiti di Manuela. Se i profili genetici dovessero coincidere, il caso potrebbe subire una svolta decisiva. La famiglia Murgia, che non ha mai smesso di cercare la verità, spera che dopo trent’anni si possa finalmente fare giustizia.

Un cold case che interroga la città

La vicenda di Manuela Murgia è diventata un simbolo di memoria e resistenza civile. Il colle di Tuvixeddu, luogo di storia millenaria, è oggi anche teatro di una ferita aperta. Le nuove indagini, rilanciate anche da trasmissioni come Le Iene, hanno riacceso l’attenzione pubblica su un caso che sembrava sepolto.

Dopo tre decenni di dolore e battaglie legali, la famiglia Murgia attende con speranza che la verità emerga. Il caso di Manuela non è più solo un cold case: è il simbolo di una giustizia che, seppur tardiva, può ancora arrivare.

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