sabato 18 Aprile 2026
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Duello Todde-Abodi per la location del Rally Terra Sarda

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La Sardegna rischia sempre più di perdere la storica tappa valida per il World Rally Championship: confronto fra la presidente della Regione e il Ministro dello Sport, Nizzi indignato

ROMA – Il Rally d’Italia, in questi giorni, si sposta dalle strade sarde fino in Parlamento. Proprio così: il suo futuro è appeso a un filo, tra trattative serrate, pressioni politiche e un clima di crescente incertezza. La Sardegna, sede della tappa italiana del Mondiale WRC da più di vent’anni, rischia di perdere il suo ruolo a favore di Roma, nuova candidata a ospitare l’evento. Il possibile trasloco solleva timori concreti: l’isola perderebbe non solo un’importante vetrina internazionale, ma anche un indotto turistico che ogni anno porta milioni di euro alle strutture ricettive del Nord.


BRACCIO DI FERRO. In questo contesto, la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, decide di intervenire personalmente per difendere la manifestazione. Il suo obiettivo è chiaro: evitare che la Capitale “scippi” all’Isola un evento che ha contribuito a costruire l’identità sportiva e turistica del territorio. La governatrice, infatti, è volata nella capitale negli scorsi giorni per avere un confronto faccia a faccia con il ministro dello Sport Andrea Abodi a tal proposito. Un incontro in cui la nostra presidente ha tentato di rivendicare le proprie ragioni (su tutte i finanziamenti già stanziati fino al 2028, al fine di sostenere l’evento nell’isola), respingendo altresì tutte le altre soluzioni alternative, fra le quali la retrocessione a campionato continentale.

MA L’ACI CHE NE PENSA? A complicare la situazione per l’isola è anche l’assenza operativa del nuovo presidente dell’ACI, Geronimo La Russa, eletto a luglio ma non ancora insediato. La sua posizione, favorevole al mantenimento del rally in Sardegna, potrebbe rimescolare le carte, ma al momento resta congelata. Motivazione per cui Roma gioca d’anticipo, forte di una macchina organizzativa già in moto e di un contesto politico che sembra spingerla in pole position, dato che gran parte dei vertici è favorevole al trasferimento della manifestazione nella capitale. La decisione definitiva, attesa da settimane, conseguenzialmente continua a slittare, ma il tempo stringe e presto sarà inevitabile scegliere.

NIZZI FURENTE. La reazione più accesa arriva da Settimo Nizzi, sindaco di Olbia, che non nasconde la sua indignazione per il possibile trasferimento del Rally mondiale a Roma. Per lui, si tratta di un affronto istituzionale e territoriale, uno strappo che colpisce al cuore una manifestazione che ha reso grande la Sardegna nel panorama internazionale. Il primo cittadino del capoluogo gallurese, noto per il suo tono diretto, passa rapidamente dalla delusione alla rabbia, fino a minacciare una rottura netta con il mondo del motorsport. Il messaggio è chiaro: se la decisione sarà confermata, Olbia chiuderà le porte alle competizioni motoristiche. Nizzi non risparmia frecciate a chi, secondo lui, ha orchestrato il passaggio alla capitale, promettendo a riguardo una risposta politica dura e decisa.

 

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