sabato 18 Aprile 2026
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Cagliari – È morto all’età di 95 anni il professor Licinio Contu

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Nel 1991 riceve dal Comune di Sassari il Candeliere d’oro speciale (Premio “Città di Sassari“), con Sergio Siglienti, destinato a personalità che hanno dato lustro alla Sardegna. Uno dei principali medici e genetisti italiani, cittadino onorario di Nuoro dove ha lavorato all’ospedale “San Francesco”. I funerali si terranno giovedì 20 marzo alle ore 15 nella parrocchia della Madonna Miracolosa

Originario di San Nicolò Gerrei, negli anni Ottanta era tornato in Sardegna dopo un’esperienza a Parigi.
Il 31 agosto 1987, con Giorgio La Nasa e Carlo Carcassi, guidò l’équipe che eseguì il primo trapianto di midollo osseo in Sardegna, alla Clinica Aresu, su un giovane paziente di 28 anni. L’intervento salvò la vita al ragazzo. Nello stesso anno, Contu creò il Registro Regionale Donatori. Tra suoi studi anche la ricerca sulla talassamia applicata al trapianto delle cellule staminali e alla terapia genica, sul favismo, le citopenie immunologiche indotte da farmaci, le malattie multifattoriali e quelle gestazionali. Medico e scienziato ha aperto molte strade, battendosi in prima persona, spesso incompreso: «Quando ho fatto il trapianto da donatore non familiare per la talassemia mi sono saltati tutti addosso – raccontava. Era il 1991. Avevo chiesto l’autorizzazione al registro italiano dei donatori midollo osseo, ma mi è stata negata. E ho disobbedito. nIn quel periodo i malati facevano i trapianti solo da familiari. Ho trovato un donatore non familiare con un cromosoma identico a quello del paziente da trapiantare. Alla fine abbiamo deciso che si poteva fare e abbiamo proceduto. Il trapianto è stato perfetto, e il paziente è ancora vivo. Il registro italiano dopo questo risultato mi ha dato l’incarico di procedere a uno studio nazionale sui trapianti da donatori non familiari per talassemici. Il 70 per cento dei talassemici ha potuto fare il trapianto. Poi l’uso del donatore non familiare è stato esteso agli altri pazienti malati non talassemici».


Tra i suoi numerosi incarichi, il professor Contu è stato anche direttore della cattedra di Genetica medica all’Università di Cagliari, del Centro regionale per i trapianti di organo in Sardegna, professore di Ematologia alla VII Università di Parigi e presidente di Admo Sardegna (l’associazione dei donatori di midollo osseo) e Adoces (l’associazione dei donatori di cellule staminali emopoietiche). È stato autore di oltre 500 lavori scientifici pubblicati su riviste internazionali.
Molto legato a Nuoro dove ha lavorato come direttore del Laboratorio analisi dell’ospedale “San Francesco”, Licinio Contu, oltre alla nomina da cittadino onorario, nel 2016 è stato insignito dalla Pro loco e dal Comune del premio “Per amore di una città” durante la manifestazione Vivilollove. Profondamente religioso, ha sempre difeso con forza i suoi principi anche come presidente della sezione sarda di Scienza e Vita che lo ha visto battersi per esempio contro il testamento biologico e le proposte di legge per regolamentarlo che considerava come un tentativo di spianare la strada verso l’eutanasia. Proprio nella fede trovava la spinta per il suo impegno di medico e scienziato come spiegò proprio a Nuoro otto anni fa intervistato dal giornalista Antonio Roich in un dibattito con l’allora vicesindaco Sebastian Cocco e don Ciriaco Vedele.
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