sabato 18 Aprile 2026
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Il tesoro di Busachi nell’abito tradizionale femminile

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Foto Claudio Cocco


Il vero gioiello dell’abito femminile busachese è la camicia finemente ricamata a mano sul petto e sui polsi

Il caso volle che giungessimo a Busachi il giorno del Corpus Domini; la lunga processione che durante il pomeriggio si snodava per le vie del paese ci fornì l’occasione per ammirare i bei costumi e le loro ancor più belle indossatrici”.

Questo fu lo scenario che un secolo fa si offrì agli occhi di Max Leopold Wagner, grande linguista filologo ed etnologo tedesco, durante uno dei suoi viaggi in Sardegna. Nel cuore dell’isola, il piccolo paese di Busachi custodiva e custodisce ancora oggi le sue tradizioni e in modo particolare è ancora custode di un grande tesoro vestimentario. Certo, lo scenario descritto da Wagner, riportato nelle righe iniziali, è cambiato rispetto a cento anni fa, tuttavia il piccolo paese conserva, vive le sue tradizioni e mostra con orgoglio il proprio patrimonio culturale. All’epoca in cui scrisse Wagner, la maggior parte delle donne indossava quotidianamente l’abito tradizionale. Con il passare dei decenni, il numero delle indossatrici si è ridotto ma gli abiti sono stati tramandati e sono ancora custoditi con cura dalle famiglie di Busachi, portati oggi con fierezza e orgoglio durante le processioni e le feste della comunità.

Un dettaglio abito femminile di Busachi

L’abito di Busachi, così come quello di molti altri centri dell’isola, ha mantenuto i propri tratti peculiari, benché non siano mancate le influenze delle differenti epoche storiche. Ricco e pregiato quello della donna, sobrio e modesto quello dell’uomo. Le tappe della vita umana sono state accompagnate dalle diverse varianti del costume: gonna plissettata di panno rosso e fazzoletto di tulle di cotone per la sposa, gonna di panno nero senza alcun ornamento e fazzoletto arancione per la vedova. Ciascuna occasione, religiosa o mondana, prevedeva un determinato dress code, come si dice oggi.

Matrimonio sardo dell'artista Filippo Figari

Museo del Costume Tradizionale e della Lavorazione del Lino

Tra le bellezze e i monumenti di Busachi meritano di essere menzionati il convento dei gesuiti, chiamato Collègiu, e la chiesa, un tempo dedicata a San Gerolamo, appartenente al convento non più esistente dei domenicani, chiamata Conventu. Entrambi sono diventati sede di un museo: il primo ospita quello del costume e della lavorazione del lino, la seconda l’esposizione delle riproduzioni delle tele di Filippo Figari e delle foto di Ugo Pellis. Le strutture risalgono entrambe al XVI secolo e meritano di essere visitate sia per la loro bellezza architettonica sia per ciò che custodiscono al loro interno.

una donna vestita nell'abito tradizionale di Busachi

Un fiore all’occhiello: la camicia femminile

Le mani esperte delle ricamatrici busachesi hanno prodotto manufatti di grande pregio, custoditi gelosamente nei cassetti degli armadi nelle case di trachite rosa. L’arte del ricamo del ricamo è stata tramandata di generazione in generazione e oggi si può notare l’evoluzione dei disegni e delle tecniche di realizzazione. Le camicie femminili sono delle vere opere d’arte: ricamate sulla parte anteriore e sui polsini, hanno sempre destato l’ammirazione di coloro che le osservano. Motivi floreali e geometrici adornano questo capo dell’abbigliamento tradizionale, decretandone la bellezza e la ricchezza indiscusse.

Un dettaglio dell'abito tradizionale di Busachi

L’abito tradizionale di Busachi e l’arte

Il costume di Busachi è stato spesso oggetto di ammirazione da parte di artisti che nelle loro opere hanno voluto rappresentare la bellezza e la suggestività di quest’abito, dalle tavole di Tiole a quelle di Cominotti e dalle acqueforti di Guido Colucci alle tempere di Giuseppe Biasi. Un esempio grandioso è rappresentato anche dalle opere di Filippo Figari che ornano la Sala dei Matrimoni del palazzo Bacaredda a Cagliari. Il pittore cagliaritano rimase a Busachi per due anni, dal 1912 al 1914, periodo in cui studiò e predispose le bozze per le tele rappresentanti il matrimonio, la vita quotidiana, la festa, il ballo, gli abiti tradizionali.

 

 

 

 

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