venerdì 16 Ottobre 2026
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Zustìssia a Sassari: regista e cast in sala per la fine della tournée isolana

Zustìssia a Sassari: regista e cast in sala per la fine della tournée isolana

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Domenica 11 ottobre il Cityplex Moderno si è reso ancora una volta protagonista nel panorama culturale della Sardegna, portando il regista Francesco Piras e parte del cast alla proiezione del film

Zustìssia (nelle sale sarde presente in anteprima già dall’8 ottobre ma che arriverà nei cinema del resto d’Italia solo a partire dal 15) ripercorre la vicenda di Beniamino Zuncheddu, ex pastore di Burcei oggi 62 enne, che tra il 1991 e il 1992 venne accusato, processato e condannato all’ergastolo per un triplice omicidio avvenuto a Sinnai da cui venne assolto solo nel 2024, dopo aver scontato 33 anni di condanna. Il racconto del più lungo errore della storia giudiziaria italiana, parte dal momento dell’incontro con Mauro Trogu, l’avvocato che ha portato avanti pro bono la difesa di Zuncheddu nella fase di richiesta di revisione del processo e durante la stessa.


La libertà negata e il richiamo della terra

Un accento particolare viene posto sulle campagne del Campidano in cui Zuncheddu era solito portare le capre a pascolare: il forte legame con la sua terra, da cui è stato tenuto lontano per oltre tre decenni, viene rappresentato con una fotografia incentrata sull’apparente sconfinatezza e serenità della natura posta a confronto con le piccole dimensioni e l’affollamento della cella.

Una storia sarda dal valore universale

Nel suo intervento al termine della proiezione, il regista Francesco Piras ha rivelato che il suo intento con questo film era quello di rendere la storia di Zuncheddu applicabile a tutto il contesto italiano, un qualcosa di universale che ponesse la Sardegna a sfondo della storia ma senza raccontare l’isola in maniera troppo folkloristica o riducendola ad una sua macchietta.

Il racconto di un errore giudiziario

Piras, sin dai primi contatti con la casa di produzione Palomar che gli ha affidato la regia, ha sentito una forte connessione con questa vicenda e la necessità emotiva di raccontarla al grande pubblico: il risultato è una narrazione che accompagna lo spettatore attraverso i tempi giudiziari quasi infiniti della revisione del processo che, in forte contrasto con la velocità con cui si sono svolti i tre gradi di giudizio della condanna originale, sembrano quasi suggerire un’assenza di volontà da parte del giudice di mettere in dubbio l’operato dei suoi pari. Michele Riondino nei panni di Trogu mette in mostra un avvocato che perde e poi ritrova la fiducia nelle istituzioni giudiziarie, mentre Fabrizio Ferracane interpreta alla perfezione la fermezza con cui Beniamino Zuncheddu ha sempre dichiarato la propria innocenza e la fede che prima o poi questa sarebbe stata provata.

Gli attori e la riflessione sulla giustizia

Presenti con Piras a parlare dopo la proiezione, anche alcuni degli attori del film, tra cui il sassarese Alessandro Gazale che ha interpretato in una delle scene conclusive il poliziotto accusato di aver depistato le indagini per far incolpare Zuncheddu: il ruolo del “cattivo” gli ha richiesto un importante lavoro introspettivo per poter interpretare al meglio una cattiveria che non crede appartenga all’uomo comune, ma che gli ha permesso di ragionare a fondo sul senso di giustizia in qualità di valore umano e sul modo in cui ognuno può lavorare su sé stesso e nell’interazione con gli altri per poter migliorare il mondo.

L’omaggio a Zuncheddu prima di Cagliari-Juventus

Annunciato ma assente (perfettamente giustificato), il vero Beniamino Zuncheddu a cui la produzione ha deciso di regalare un’esperienza che non aveva mai avuto modo di vivere prima: una partita allo stadio. Preso per mano da Jacopo Cullin, ha attraversato il campo della Unipol Domus prima del match tra Cagliari e Juventus, ricevendo fragorosi applausi dai 16.000 presenti sugli spalti.

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