venerdì 16 Ottobre 2026
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Trasferte vietate, passioni spente: la via facile del divieto

Trasferte vietate, passioni spente: la via facile del divieto

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Il gruppo Nuova Guardia 1989 ha emesso un comunicato contro la tessera del tifoso
La parte più calda del tifo torresino si è esposta contro il provvedimento del G.O.S.

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La scelta di bloccare o limitare gli spostamenti dei tifosi – prima quelli della Torres, ora quelli della Samp contro il Palermo – racconta un problema più grande: è sempre più frequente la scelta di rinunciare a governare un evento sportivo attraverso divieti e limitazioni invece di misure di sicurezza ad hoc.


Ogni anno, ai nastri di partenza dei campionati di calcio italiani, insieme alle squadre che popolano tutti i livelli, professionistici e non, del pallone nostrano, ci sono anche milioni di tifosi che non vedono l’ora di macinare chilometri per la propria squadra. Ammesso e non concesso che le autorità lo concedano. Sì, perché tra obblighi di tessere del tifoso e divieti di trasferta, seguire la propria passione in trasferta sta diventando sempre più difficile.

La sicurezza negli stadi è una priorità, non esistono dubbi in merito, ma si crea un cortocircuito se per garantirla è necessario limitare, o addirittura escludere, in parte o interamente, una tifoseria.

La base di partenza è sbagliata: si parte dall’ipotesi negativa secondo cui un tifoso è potenzialmente una minaccia che è necessario identificare attraverso complesse procedure. L’esempio più lampante è quello della tessera del tifoso: introdotta inizialmente come strumento di fidelizzazione e controllo, ha gradualmente perso utilità, diventando però una conditio sine qua non per determinare la possibilità o meno di partecipare a una trasferta.

Il caso Torres: due trasferte estremamente limitate

È stata vittima di questo provvedimento per due volte la tifoseria della Torres, notoriamente contro questo strumento, come ribadito anche in un recente comunicato, in quanto il G.O.S. ha imposto la vendita dei biglietti ai soli possessori di TdT sia per la prima partita della stagione, contro lo Spezia in Coppa Italia, che per l’imminente trasferta di Grosseto, valida per la terza giornata del girone B di Serie C. Ed è qui che sorgono dubbi: ha senso un ulteriore strumento di controllo quando negli stadi sono presenti tecnologie di ultima generazione e i tifosi vengono già identificati attraverso i biglietti nominali? È giusto che si determini la possibilità o meno di assistere a una trasferta tramite un mezzo?

 

Il gruppo Nuova Guardia 1989 ha emesso un comunicato contro la tessera del tifoso
La parte più calda del tifo torresino si è esposta contro il provvedimento del G.O.S.

Il caso Samp a Palermo

Peggior sorte è toccata ai tifosi della Sampdoria, che lunedì 7 sarà di scena a Palermo e vedrà il settore ospiti dello stadio Barbera completamente vuoto a causa delle ordinanze prefettizie del 1 e 2 settembre. Anche in questo caso, è ben noto che tra le due tifoserie non corra buon sangue, ma la via intrapresa è quella più semplice e netta: quella del divieto. In difesa della propria tifoseria, è intervenuta la stessa società, che, contestualmente al comunicato in cui si annunciava la chiusura del settore ospiti e il divieto di vendita di tagliandi ai sostenitori doriani residenti in Liguria negli altri settori, si è schierata in difesa della propria gente con un’impattante foto del settore ospiti de La Favorita deserto, e spiegando che, a causa delle sopracitate ordinanze, “A Palermo, ancora una volta, mancherà una parte di noi”.

Un sistema efficace deve poter distinguere un singolo comportamento pericoloso da quello di una tifoseria intera, una partita realmente problematica e una considerata tale preventivamente. Vietare a tutti le trasferte è un’ammissione di debolezza: non sapendo gestire il rischio, si preferisce eliminarlo del tutto.

Alcuni divieti possono essere necessari, ma devono essere eccezione e mai regola. Una fetta importante del progresso del calcio italiano passa dall’investimento sulla gestione degli eventi a rischio, e un sistema che vuole crescere deve necessariamente passare dal tramutare la repressione in maggiore controllo del pericolo.

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