sabato 12 Settembre 2026
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Mondiali XXL: quando il calcio sogna in grande… e inciampa ancora più forte

Mondiali XXL: quando il calcio sogna in grande… e inciampa ancora più forte

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Mondiale FIFA 64 squadre

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Tra retromarce, super‑gironi improbabili e tifosi in modalità stand‑up comedy, il progetto delle 64 squadre diventa il più grande “forse” della storia del pallone

C’è un momento, nel mondo del calcio, in cui la realtà supera la fantasia. E poi c’è il Mondiale a 64 squadre, che supera pure la pazienza. L’idea, lanciata con entusiasmo da Alejandro Domínguez e ritirata con la stessa rapidità con cui si cancella un tweet infelice, ha scatenato un’ondata di sarcasmo degna di una serata al cabaret.


Perché sì, il presidente della Conmebol aveva annunciato tutto: “La prossima si gioca in casa, 64 squadre, festa globale, centenario, eccetera eccetera.” Poi, però, la retromarcia. Una di quelle eleganti, tipo quando fai finta che il parcheggio fosse troppo stretto e non che tu abbia sbagliato manovra. Ora la formula è diventata un più prudente “lavoriamo affinché…”, che tradotto significa: non è deciso, non è sicuro, non è niente. È un’ipotesi, un pensiero, un sogno, un foglio Excel lasciato aperto.

Intanto, però, i tifosi non hanno perso tempo. E qui il calcio diventa letteratura comica.

Il web scatenato: Mali, Isola di Pasqua e la finale Italia–Vaticano

Appena si è parlato di 64 squadre, i social hanno iniziato a produrre scenari degni di un Mondiale organizzato da Terry Gilliam. Gironi tipo: Spagna, Mali, Cambogia, Isola di Pasqua. Playoff: Italia–Vaticano, con il Papa in panchina e il VAR gestito dai cardinali. Qualificazioni: Nauru, Vanuatu, Pitcairn pronte a dare lezioni di pressing tropicale.

E poi la domanda che tormenta il Paese da anni: “Riuscirà a qualificarsi l’Italia?” La risposta più gettonata: “Capace che stiamo a casa pure con 64 squadre.” Un’altra, più ottimista: “Forse contro la Groenlandia potremmo farcela.”

Il tutto condito da previsioni apocalittiche: Mondiale che dura fino a Natale, venti squadre asiatiche, Antartide in campo con i pinguini come raccattapalle. E naturalmente il classico evergreen: “La FIFA è impazzita.”

Tra sogni, Excel e retromarce: il calcio che vuole crescere… ma inciampa nei numeri

La Conmebol insiste: più squadre, più opportunità, più sviluppo. E fin qui, nulla da dire. Ma quando si passa dai principi ai dettagli, il progetto sembra scritto da qualcuno che ha confuso il Mondiale con un torneo aziendale di calcetto.

Si parla di 128 partite, 6 gare al giorno, 39 giorni di calendario, 16 gironi da 4. Una maratona che richiederebbe più resistenza di un centrocampista degli anni ’70. E tutto questo mentre la FIFA non ha ancora detto sì, no, forse, vediamo, ci pensiamo.

Insomma: un Mondiale che per ora è un gigantesco “work in progress”, con la differenza che il cantiere è aperto, ma nessuno sa cosa si stia costruendo.

Il calcio globale, tra ambizioni e meme

La verità è che il Mondiale a 64 squadre è perfetto così: non come progetto, ma come materiale per i meme. Finché resta un’ipotesi, ci regala almeno una certezza: i tifosi, quando si tratta di ironia, giocano sempre in Champions League.

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