sabato 12 Settembre 2026
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L’intervista – A poche ore dal debutto in piazza d’Italia, l’incontro con il direttore artistico dell’Ente de Carolis Alberto Gazale  

L’intervista – A poche ore dal debutto in piazza d’Italia, l’incontro con il direttore artistico dell’Ente de Carolis Alberto Gazale  

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Dopo il sold out dei primi due anni per la lirica in piazza l’Ente De Carolis ha deciso in questa nuova edizione di raddoppiare le recite per ogni produzione con l’idea di accontentare le richieste del pubblico che sta rispondendo all’offerta con grande interesse

Nei giorni scorsi è iniziato il montaggio dell’imponente palco, progettato dall’ingegnere  Emilio Sonnu posizionato sulle scalinate del Palazzo della Provincia.


L’Arena Piazza d’Italia si prepara alla prima dei Carmina Burana di Carl Orff, in programma sabato 28 giugno alle 21.30.  La seconda recita sarà domenica 29 alle 21.30.

Per i Carmina Burana a dirigere l’Orchestra e il coro del de Carolis sarà Francesca Tosi direttore musicale e Maestro del coro de Carolis, già sul podio della stagione lirica 2024 in occasione del Galà pucciniano.

Nel corso delle prove indoor, in una breve pausa, abbiamo intercettato il direttore artistico Alberto Gazale al quale abbiamo rivolto alcune domande:

Direttore Gazale a pochi giorni dall’atteso ritorno nell’Arena Piazza d’Italia a Sassari con la rappresentazione di Carmina Burana vorremmo tornare con lei alla prima opera lirica della stagione Giselle Around Le Villi che per tanti aspetti, potremmo dire abbia segnato uno spartiacque importante nell’offerta innovativa dell’Ente de Carolis.

Un progetto unico che ha integrato le opere di due autori apparentemente distanti. Una scommessa vinta in sinergia con il Teatro Puccini di Lucca che ha visto per la prima volta anche la sua esibizione sul palco della sua città natale. Una sapiente regia per un progetto ritenuto quasi un azzardo.

C’è un aneddoto che non dimenticherà nelle rappresentazioni di Lucca e Sassari?    

«Certamente Giselle Around Le villi resterà nella memoria di tutto il comparto artistico e tecnico, di tutti i lavoratori dell’Ente che hanno creduto e messo il cuore in questo progetto la cui natura innovativa e sperimentale conteneva il seme dell’avventura. Oltre alle motivazioni artistiche questo progetto è stato importante anche dal punto di vista umano per cementare il gruppo di lavoro che ha affrontato la sfida con un grande entusiasmo.»

Torniamo alla rappresentazione imminente del prossimo fine settimana in Piazza d’Italia. La cantata scenica Carmina Burana sarà rappresentata anche in una terza replica, martedì primo luglio alle ore 22.00 presso l’Arena Banchina Dogana al porto di Alghero. Una nuova realtà per la Grande Lirica d’Estate realizzata grazie alla collaborazione tra il Comune di Alghero, la Fondazione Alghero e l’Ente De Carolis. L’imponente organico di circa duecento artisti con la direzione di Francesca Tosi rappresenta un’altra tessera importante nel mosaico di un progetto che conferma l’Ente de Carolis quale promotore di un unicum nazionale per questo tipo di spettacoli all’aperto. Un test impegnativo che precede la seconda programmazione in piazza d’Italia nelle due date di luglio (giovedì 10 e sabato 12 alle 21.30), con il dramma di Giacomo Puccini Madama Butterfly. L’opera in tre atti vedrà il ritorno del Maestro Sergio Oliva alla direzione. Cosa ci può anticipare su questi prossimi impegni dalle diverse caratteristiche? Saranno previste sessioni di prove serali in piazza per gli artisti impegnati a luglio?    

«Anche quest’anno le prove saranno gioiosamente aperte per varie ragioni ma soprattutto per permettere al pubblico di affacciarsi anche occasionalmente alla grande musica. In questa circostanza cercheremo, come negli anni precedenti, di raccontare a chi sarà presente in piazza durante le prove le varie fasi della costruzione del lavoro.»

Alla coproduzione con il Teatro Puccini di Lucca, in questa stagione seguiranno importanti collaborazioni con storici brand culturali regionali. Di qui il doppio impegno che vedrà l’Orchestra De Carolis accompagnare il tour sardo di Raphael Gualazzi. Il quale si esibirà con Anders Ulrich al contrabbasso e Gianluca Nenni alla batteria il 12 agosto a Sassari con l’Associazione Le Ragazze Terribili per il Festival Abbabula e il giorno seguente, 13 agosto alle 22.00 in località S’Angelu a Neoneli per la ventisettesima edizione del Festival Dromos. Un inedito di particolare interesse sarà il progetto Ocean. La futuristica sinfonia in programma il 16 agosto alle 21.00 nell’esclusivo Forte Arena a Pula. Dove l’Orchestra De Carolis diretta da Beatrice Venezi dialogherà con Davide “Boosta” Dileo, compositore e fondatore dei Subsonica.

Come valuta queste produzioni che propongono nuove contaminazioni fra codici e linguaggi musicali così distanti o di origine decisamente diversa?

«Ritengo questa una naturale evoluzione di un Ente che ha due compiti importanti: da una parte salvaguardare la tradizione nelle sue forme più classiche, dall’altra guadagnare campo sulle nuove generazioni e anche sui gusti differenti ponendosi in una posizione aperta sia alla sperimentazione che alla contaminazione con la musica contemporanea in tutte le sue forme. Cerchiamo dunque di far vivere la musica nella sua accezione più nobile e assoluta che è quella di investire le corde dell’anima e per questo bisogna aprire i recinti.»

Il rischio di una eventuale  marginalizzazione dei  copioni  “tradizionali”   –  per semplificare il discorso –  rispetto ad un eccessivo approccio sperimentale;  potrebbe manifestarsi? 

 «Questo lo escludo e lo combatto. L’interprete per sua natura è un servitore e il regista deve raccontare e non sovrapporsi all’atto creativo del primo genitore le cui aspettative non vanno mai  tradite. Piuttosto è necessario avere chiari i messaggi insiti nell’opera per poterli rendere chiari e fruibili anche allo spettatore più distratto.»

Per rimanere sul tema dei nuovi orizzonti innovativi, ricordando la prima versione di un Nabucco “visionario” che ha debuttato all’Arena di Verona con la firma di Stefano Poda  – proposto da Rai Cultura nella prima serata di sabato 21 giugno in occasione della Giornata Mondiale della Musica –  il progetto  autunnale  di ottobre  (in programma venerdì 10 e domenica 12) con il suggestivo incontro fra Jean Sibelius autore de La Fanciulla nella Torre e il compositore contemporaneo Nicola Colabianchi, già direttore artistico del Teatro dell’Opera di Roma,  autore del MANDRAKE  –  prima assoluta in Sardegna  –  si associa ad una scuola di pensiero che vive il segno dei tempi ?

«Da un lato Poda è un regista visionario e d’avanguardia con cui ho avuto l’occasione di lavorare proprio lo scorso anno in occasione dell’Aida all’Arena di Verona. In quel progetto posso dire che all’interno di una visione immaginifica la storia veniva raccontata in maniera molto tradizionale. Ma direi che questo ha poco a che vedere con l’operazione del nostro dittico che invece affronta due partiture lontane tra loro che hanno però in comune la primogenitura. Mi ritroverò insomma ancora una volta ad essere il primo a mettere in scena le opere senza punti di riferimento di altre produzioni precedenti.»

Secondo lei questo tipo di proposta potrà divenire efficace attrattore per l’interesse e il gusto della Generazione Z ? Ancora più per la Generazione Alpha ?

«Oggi soprattutto le nuove generazioni sono praticamente vergini in questo campo, per loro il mondo della lirica è tutto nuovo sia che vengano proposte opere di grande repertorio sia che offriamo progetti contemporanei e inediti. Quando si parla di offerta culturale come prima cosa la cultura bisogna averla.»

Per concludere, ci ha illuminato su alcuni percorsi  inediti  intrapresi  con l’Ente De Carolis e le sue eccellenti maestranze. Non tralasciamo  e non citiamo in questa occasione l’offerta completa del cartellone che avrà il suo epilogo alla metà di dicembre con la Lucia di Lammermoor di Gaetano Donizetti, diretta dal Maestro Fabrizio Maria Carminati. Certi che stia già lavorando alla stagione 2026, ci può anticipare il target prioritario di questa stagione avviata ?

E, se andrà in vacanza, quando potrà, quale opera lirica seguirebbe volentieri da spettatore?

«Partendo dall’ultima domanda direi che di tanti teatri non conosco l’entrata principale ma solo  l’ingresso artisti, sarei uno spettatore irrequieto. Abbiamo già programmato le stagioni 26 e 27 cercando di tenere in considerazione la naturale evoluzione di un teatro in crescita e di un pubblico che si sta dimostrando ricettivo anche su proposte difficili sulla carta. Segnale questo importante dato perché descrive una città culturalmente molto evoluta.»

Nell’attesa del gran fine settimana lirico, ricordiamo l’appuntamento di questa sera, giovedì 26, con la prova generale di Carmina Burana. La sessione coinciderà con un altro grande evento in cui la Dinamo Sassari alle ore 21 presenterà “La notte del Triplete”. Un evento tutto da scoprire   con una sorpresa speciale. Capace di coniugare la musica al racconto di un così importante festeggiamento per la Dinamo e la città di Sassari.

 

8_montaggio palco_foto Elisa Casula_ 

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