sabato 12 Settembre 2026
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Caos FIGC, altro che rivoluzione: il nuovo corso è già in affanno

Caos FIGC, altro che rivoluzione: il nuovo corso è già in affanno

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Malagò, presidente FIGC, insieme a Maldini e Leonardo. Sotto Roberto Mancini e Claudio Ranieri
Foto: Instagram @giovannimalago @mrmancini10 @mister.ranieri

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Pirlo bocciato, Maldini e Leonardo fanno un passo indietro, Mancini torna protagonista, Ranieri dt. Un inizio confusionario che non fa bene

Se la disfatta di Zenica ha certificato il fallimento definitivo del progetto azzurro, quello che si sta verificando in queste ore nel quartier generale della FIGC non fa altro che aggravare una situazione che, pur lontana dall’essere risolta, sembrava finalmente essersi incanalata verso la direzione giusta. Per non essere troppo severi limitiamoci a definirlo un dramma da fiction.


I FATTI. L’elezione di Giovanni Malagò sembrava poter rappresentare una boccata d’aria fresca. Per ora, però, di aria nuova se ne respira ben poca. Prima la telenovela della nomina, inedita, di Paolo Maldini come direttore tecnico, affiancato da Leonardo nel ruolo di advisor. Poi la clamorosa odissea per convincere Pep Guardiola a diventare commissario tecnico, conclusasi con un nulla di fatto dopo il rifiuto del tecnico catalano alla ricca proposta da circa 20 milioni di euro.

Ma lo show era appena iniziato.

Quando il piano B, Andrea Pirlo, sembrava ormai cosa fatta (il suo nome circolava da settimane e le presunte incompatibilità non erano mai emerse) ecco l’ennesimo colpo di scena. La scelta di Maldini e Leonardo non avrebbe trovato il consenso del presidente. L’opposizione alla candidatura dell’ex tecnico di Juventus e Sampdoria è sembrata più politica che tecnica. O forse, meglio, la politica è stata semplicemente lo strumento utilizzato per affossare una scelta che, sul piano tecnico, non convinceva troppo. Fatto sta che la firma, ormai ad un passo, è saltata.

E ORA? L’ampia (ma allo stesso tempo limitata) autonomia garantita da Malagò al momento dell’insediamento di Maldini e Leonardo, condizione imprescindibile per ottenere il loro sì, è evaporata nel giro di poche settimane. È bastato un battito di ciglia perché quella promessa venisse disattesa, spingendo i due, inevitabilmente, a fare un passo indietro.

E allora viene spontaneo chiedersi: quale sarebbe la rivoluzione promessa da Malagò, se le prime decisioni della nuova gestione sono state bocciate ancora prima di diventare ufficiali? È davvero cambiato qualcosa rispetto al passato?

Tutto lascia pensare che la strada verso il ritorno dell’amico Roberto Mancini, disposto ad accettare un contratto da 2 milioni di euro, sia ormai tracciata. Altro che rivoluzione: il cambiamento annunciato sembra essersi già trasformato in un ritorno al passato. E al posto di Maldini? Il nome più caldo è quello di Claudio Ranieri.

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