sabato 12 Settembre 2026
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Addio Franco Baresi, il Capitano che ha insegnato al calcio cosa significa il senso di appartenenza

Addio Franco Baresi, il Capitano che ha insegnato al calcio cosa significa il senso di appartenenza

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Franco Baresi

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Franco Baresi se n’è andato a 66 anni, in silenzio, com’era nel suo stile. Eppure il rumore che lascia dietro di sé è quello delle grandi vite: quelle che non hanno bisogno di frasi roboanti per restare, perché parlano attraverso ciò che hanno costruito. Nel suo caso, un’idea di calcio che oggi sembra quasi un reperto prezioso: rigore, lealtà, senso del dovere, appartenenza.


 Da piscinin a simbolo

Nato a Travagliato, cresciuto nelle giovanili del Milan, Baresi era “il piscinin”, il ragazzino che sembrava troppo esile per reggere il peso di una difesa. E invece, passo dopo passo, ha trasformato quella fragilità apparente in una forza mentale fuori scala. Non era solo un talento: era un modo di stare in campo. Sempre un metro avanti, sempre un secondo prima.

Il Milan come destino

Con il Milan ha attraversato tutto: la polvere degli anni difficili, la rinascita con Sacchi, l’epopea con Capello. Ha vinto 6 scudetti, 3 Champions League, 4 Supercoppe europee, 2 Intercontinentali. Ma i numeri, per lui, sono quasi un dettaglio. Perché Baresi non è stato un giocatore: è stato un riferimento. Il suo braccio alzato per chiamare il fuorigioco è diventato un gesto iconico, una sorta di linguaggio universale della difesa moderna. E la fascia da capitano, cucita addosso come una seconda pelle, non era un simbolo: era una responsabilità che interpretava con una naturalezza quasi disarmante.

L’Italia e quel ginocchio che non voleva mollare

In Nazionale ha vissuto gioie e ferite. La più grande, forse, quella del Mondiale ’94: operato al menisco a torneo in corso, rientrò in finale contro il Brasile come se il dolore fosse un dettaglio trascurabile. Giocò una partita monumentale, da leader assoluto. Poi sbagliò il rigore. Eppure, paradossalmente, fu proprio quel rigore a raccontare chi era: un uomo che si prendeva tutto, anche il peso degli errori, senza nascondersi.

Un addio che pesa

La notizia della sua scomparsa ha scosso il mondo del calcio. Non solo i tifosi del Milan, che lo considerano un pezzo della propria identità, ma chiunque abbia amato questo sport in una forma più pura, meno rumorosa, più legata ai valori che oggi si faticano a ritrovare.

Baresi era un campione che non aveva bisogno di essere protagonista fuori dal campo. Parlava poco, ma quando lo faceva, lo ascoltavi. Perché era uno di quelli che non si costruiscono: si formano con la disciplina, con la fatica, con la capacità di non tradire mai ciò che si è.

Il Capitano, per sempre

Oggi il calcio perde un maestro silenzioso. Il Milan perde il suo simbolo più elegante. L’Italia perde un uomo che ha rappresentato un’idea di sport che non si misura solo con le vittorie, ma con la dignità.

Franco Baresi col tenore Francesco Demuro
Franco Baresi col tenore Francesco Demuro al Teatro Astra di Sassari nel 2022 in occasione della Festa del Milan Club Sassari intitolato all’ex capitano del Milan.

 

 

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