YES, THEY CAN

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di Andrea Loi

Lo storico gruppo progressive in Sardegna al  Rocce Rosse Blues

L‘occasione è di quelle imperdibili. Tale da giustificare 200km nel pieno di una torrida estate. Il Rocce Rosse Blues è un festival nato nel 1991 di grande tradizione e l’edizione del 2017, la 26esima , è una di quelle che passerà alla storia per il blasone degli artisti che aprono il prestigioso appuntamento di mezza estate nella suggestiva cornice
del Piazzale Scogli Rossi di Arbatax.


Capitanati dallo storico cantante Jon Anderson, accompagnato dal chitarrista Trevor Rabin e dal mastodontico tastierista Rick Wakeman, gli YES arrivano in Sardegna nella formula “ARW” per iniziare un tour che li vedrà on stage fino ad ottobre anche negli USA.
È vero, non troviamo il chitarrista Steve Howe leader “degli altri” YES. Le rock band di lunga militanza spesso stravolgono le loro formazioni classiche per dare vita a “diramazioni” non sempre riconosciute dai fan. Ma non è questo il caso.

Foto: Federico Pisanu

La credibilità dello storico monicker è indubbia considerando che Anderson e Wackeman sono i compositori di album epocali come “Fragile”, “Close to the Edge” e “90125” dello stesso Anderson ma con Rabin. “Perpetual Change” dà il via alle danze e sugella la convinzione che loro hanno occupato un ruolo centrale nell’evoluzione della musica rock, esplorando nuove forme di espressività tanto con gli strumenti, quanto con le celebri armonie vocali.

Foto: Federico Pisanu

Le emozioni sono il leit-motif del percorso musicale che ci aspetta: due ore dove i musicisti distillano un concentrato di note non lesinando virtuosismi di grande pregio, sfoderando tutta la loro classe e ipnotizzando il numeroso pubblico presente riuscendo perfino a esaltarlo scatenando il tripudio nell’elettrizzate finale. È Wakeman il gran cerimoniere, l’artefice dei tappeti sonori dal flavour mistico e ancestrale che in un climax di grande suggestione sublima il lavoro di Trabin alla chitarra e nobilita i vocalizzi di Anderson. Entrambi abbracciati idealmente dalla seducente location del Rocce Rosse. Vengono eseguiti tutti i classici: “Rhythm of Love”, “Hold On” ,“Changes” e la radiofonica “Owner of a Lonely Heart” che scatena prevedibilmente gli spettatori.
Il bis non poteva che essere appannaggio di “Roundabout”, l’inno senza tempo del gruppo che chiude la magica performance del mini tour italiano.
Adesso fermate il tempo. Adesso.
Lo sentiamo scivolare via. Ecco: è già finito.

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