Una stella lucente

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istentalesGli Istentales sono un simbolo musicale della Sardegna che cresce

Piazza d’Italia è tornata quella di un tempo. Ritrovare il salotto della città gremito di gente, davanti ad un palco che ospitava un grande cantautore italiano ed una nobile formazione di rock etnico della nostra terra, è stata una sensazione speciale. Ma esiste anche un altro messaggio di chiara importanza.

Nel corso di questa manifestazione è stato raggiunto – grazie alla preziosa mediazione del Comitato Movida e del suo infaticabile presidente Luca Pintus – uno storico risultato. La Coldiretti ed il suo presidente regionale Cualbu hanno pattuito con un cartello di bar e locali del centro cittadino l’intesa, che vede la distribuzione esclusiva dei nostri prodotti. La scelta di legare alla commercializzazione dei nostri prodotti il futuro delle attività di ristorazione del centro di Sassari è un volano storico per la ripresa economica del nostro territorio. Il capoluogo smette di cedere ai ricatti della grande distribuzione, che lascia alla nostra Sardegna le briciole dei suoi ingenti guadagni. Una vittoria che fa sventolare la bandiera dei quattro mori.

E questo giorno importantissimo merita la musica di un gruppo, che come nessun altro ha raccontato l’orgoglio della Terra dei Nuraghe: gli Istentales.

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Ascoltare un brano degli Istentales ricorda la sensazione del velluto: una morbida e delicata sensazione di tessuto, che avvolge la nostra pelle in modo carezzevole; ed allo stesso tempo offre la robustezza di una coltre che ci protegge, ci fa godere delle loro note e ci lascia cullare. La forza di questi simboli, di questa originale identità sonora ha il senso di un ideale ritorno a casa. Gli Istentales sono più di ogni altro l’emblema di quello che la Sardegna offre a chi si accosta al loro mondo.

Venti anni di carriera discografica, ed il tenace legame con un pubblico affettuoso e partecipe, sono un solco immutabile. In questi quattro lustri di cammino artistico i ragazzi nuoresi hanno conseguito allori nazionali ed internazionali, e si sono guadagnati la collaborazione esaltante con alcuni grandi autori di spessore culturale ed intellettuale di prima grandezza. Questa è la parte emersa di un impegno, che traspare dalle parole e dalle note delle loro canzoni. Brani come “Istentales”, “Naralu tue”, “Deo no isco” e “Boroneddu” sono autentici inni per i fans della band di Barbagia. Ma non si rivolgono solo alla propria terra. Scrivendo in italiano hanno reso fruibile a tante anime il loro racconto di vita, e “Tacchi a spillo” o “Per sbaglio” sono momenti, che potrebbero essere ospitati a buon diritto in qualsiasi festival nazionale. Andrea Parodi – con la sua rara sensibilità musicale ed umana – li accostava ai Nomadi. Il paragone è molto lusinghiero, in relazione alla longevità ed alla qualità artistica della storica band emiliana. Ma gli Istentales conservano un’inconfondibile impronta di scrittura ed una cifra di originali armonie nel loro concerto. Gigi Sanna, Davide Guiso, Sandro Canova, Luca Floris e Daniele Barbato hanno scelto poeticamente il nome di una stella della cintura di Orione, per accompagnare il loro percorso musicale. Un itinerario nato con il primo ed omonimo lavoro discografico. Andò a ruba: e fu l’inizio di un amore ricambiato. I tour gremiti nelle piazze della nostra isola li hanno portati a suonare con successo all’estero, in Olanda, in Belgio e in Germania. La vittoria al “Festival di Napoli” nel 2002 li ha consacrati.

Ma è la collezione di featuring che offre una dimensione della loro credibilità: Pierangelo Bertoli, Roberto Vecchioni, Eugenio Finardi, I Nomadi, musicisti raffinati come Lucio Fabbri e Fabio Treves, gli Elio e le Storie Tese con la loro competenza ed ironia, e la bravissima salentina Dolcenera hanno diviso il palco con gli Istentales. Con loro hanno intrecciato legami umani e professionali. Forse è proprio questa la chiave di lettura del successo degli Istentales: il talento, la professionalità ed uno spessore umano ed intellettuale in grado di rendere le loro canzoni profondamente sentite. Avere qualcosa da dire, comunicare le proprie convinzioni in un desolante scenario di mediocre conformismo, è un modo difficile di emergere. Non perdere la direzione del proprio percorso, non svendersi al miglior offerente, è diventata ormai l’eccezione. Gli Istentales sono qualcosa da proporre con orgoglio come alternativa ad una musica vuota e priva di anima.

Che brilli ancora per molto tempo “Istentales, un’istella luchente in mesu ‘e milli!

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