UNA SQUADRA SPIRITOSA

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di Laura Fois

Sabrina Sussarello, fondatrice di Spirito Sportivo:  «Trasmetto la mia passione ai giovani»

 

 

Una lunga carriera da giocatrice professionista, iniziata nella Veritas Cagliari, quando allora la serie B femminile era nazionale, esplosa poi nei campionati di A2 (a Castellamare di Stabia, Parma e Chieti) e nella massima serie, in A1 con Schio, poi il rientro nella sua Cagliari, dove non smette di dimostrare il suo amore per la pallacanestro. Sabrina Sussarello adesso segue le sue squadre dalla panchina, dove non dispensa sorrisi, incoraggiamenti e trasmette quello spirito da guerriera e atleta vincente di quando indossava maglietta e pantaloncini.  «Ho fatto del mio hobby la mia passione e poi un lavoro», racconta Sussarello, che ricorda:  «son stata per anni la giocatrice più bassa d’Italia ma mi son fatta sempre rispettare, e mi son anche divertita». L’anno che ha guadagnato di più prendeva due milioni di vecchie lire al mese,  «ma le straniere prendevano molto di più». È stata allenatrice anche di squadre maschili, arrivando ad allenare la serie C. Quando è rientrata in Sardegna, dopo dieci anni,  «ho notato che non era cambiato niente ma da allora ho sempre cercato di portare ciò che avevo vissuto e imparato fuori. Ho giocato e allenato la Virtus e con altre giocatrici sarde che erano rientrate dopo una parentesi fuori, come Angela Natale, Mavi Fara e Betty Murgia, avevamo tentato di risalire in A2. Non ce l’abbiamo fatta al tempo».  Si cade e si rialza, lo insegna il basket, meravigliosa palestra di vita. Nel luglio dell’89 fonda lo Spirito Sportivo, società che forma atleti ed atlete guidandole nell’intero percorso giovanile, dal minibasket fino alla prima squadra in serie B.  «Quello stesso anno ho organizzato un camp solo femminile portando sei giocatrici della nazionale. Ho organizzato l’NBA tour nel 2013 al Porto di Cagliari e anche il Nike skill context. Un anno Nike ha perfino sponsorizzato il Christmas Game, un evento che cerchiamo di organizzare ogni anno per far divertire i bambini. Proprio l’altro giorno mi son resa conto che ho alle spalle 25 anni di organizzazione di camp estivi per tutta l’isola». I successi e le gratificazioni sono arrivate anche sul campo: la giovane società annovera quattro titoli regionali e due partecipazioni alle finali nazionali. Parlare del basket isolano oggi per Sussarello significa    «iniziare dal constare la pochezza di talenti, questo perché si deve partire dalla base. Per far emergere la passione, credo ci vogliano un serie di componenti: una buona società, un team coeso, un bravo allenatore. Non ti devi aspettare niente, molte batoste le ho prese da persone in cui credevo. Una delle prime cose che faccio a inizio anno è condividere con lo staff la mission della società, una sorta di carta di valori». Il basket in fondo è un antipasto di altre portate che la vita ci mette davanti, è un’occasione di maturità e un percorso di crescita, non solo individuale ma collettivo. Perché non si gioca solo per vincere le partite ma per “esprimere il meglio di se stessi”, come si legge nella mission dello Spirito Sportivo.

 

 

 

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