Una Miniera di simpatia

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Nel Festival dell’Argentiera Geppi Cucciari confessa Claudio Bisio

L’Argentiera non ci regala un Festival come tutti gli altri.

Prima di tutto perché il suo poetico nome si ispira ad un bellissimo romanzo del cagliaritano Sergio Atzeni, prematuramente sottratto ad una notorietà che avrebbe largamente meritato.

La visionaria storia dei sardi fino alla Battaglia di Sanluri e la caduta dei Giudicati contro la dominazione aragonese è stata il suo capolavoro, e ci ha offerto un linguaggio nuovo e coraggioso ed alcune straordinarie immagini come quella dei Custodi del Tempo.

Da questo cult – che ha emozionato e condizionato la narrativa isolana degli ultimi vent’anni – un suo emulo ed ammiratore ha tracciato l’idea di un insolito e romantico luogo d’incontro di poeti e registi, intellettuali e musici tra la gente ed in riva al mare, con la cornice alta e severa dell’antico borgo minerario di archeologia industriale, recentemente recuperato da un ambizioso progetto di riconversione turistica e restituito alla sua naturale vocazione di luogo eletto.

Flavio Soriga ha reso nobile questo appuntamento con i grandi temi contemporanei, il destino dell’informazione e le tavole rotonde del mondo giornalistico, anche quest’anno avvalendosi della preziosa e brillante amica Geppi Cucciari, e presentando all’Argentiera alcuni nomi di assoluto richiamo, come l’ex magistrato ed attuale Presidente del Senato Pietro Grasso, con l’emergente Pif ed una star acclamatissima della televisione – è il popolarissimo conduttore di ZELIG – e del cinema italiano: il milanese Claudio Bisio, in questa sede chiamato a rispondere a ruota libera e con il suo innato spirito istrionico intorno al tema della vita quotidiana e la letteratura con l’attrice di Macomer.

Claudio Bisio non ha certo bisogno di tante parole di presentazione. Il suo curriculum parla per lui mille volte di più.

L’eclettico artista milanese di adozione (i natali sono curiosamente di Novi Ligure) ha dimostrato di possedere un talento eclettico e multiforme: scrittore ed attore, doppiatore e conduttore, comico e cantante. Il suo apprendistato nobile parte dalla scuola selettiva e severa della Civica Scuola d’Arte del Piccolo Teatro di Milano, dove consegue il diploma e si segnala come promettentissimo prospetto. L’artigianato del successo nasce dall’amicizia con due pezzi da novanta come il pirotecnico Paolo Rossi ed il Premio Oscar Gabriele Salvatores, che con lui dividono numerosi progetti comuni.

La fucina del fortunato cult televisivo “Su la testa!” lo fa conoscere al grande pubblico: è la straordinaria vetrina di umorismo intelligente e personalità che ci fa conoscere ed apprezzare gente come Antonio Albanese ed Aldo Giovanni e Giacomo. Nascono gli eredi del mitico Derby di Teocoli e Boldi, Jannacci ed i suoi Cochi e Renato: ZELIG è una delle trasmissioni più importanti di ogni epoca della televisione italiana ed un successo travolgente. Questo trionfo vede la mimica eccellente di Claudio farla da padrone. L’attore gestisce da travolgente padrone di casa il tourbillon di monologhi e gags dei suoi mille ospiti, duettando in un modo delizioso con l’incantevole bellezza e l’ironia della dolce Vanessa Incontrada. Dopo l’ultima stagione al Teatro Degli Arcimboldi, Bisio abbandona la sua creatura e va in cerca di nuovi stimoli ed avventure. Nel mentre si concede un escursione in teatro, con una partitura del suo adorato e poetico scrittore francese Pennac; e tanto cinema, che finalmente lo battezza autentico beniamino dei botteghini.

Il suo esordio era stato in controluce ed è Made in Sardegna. Era stato il nostro bravo Antonello Grimaldi a scommettere sul suo mestiere e la sensibilità non comune, sulla tecnica ed il gesto di Claudio Bisio: il film era “Asini”, una curiosa storia di rugby e madri sole, animali e ragazzi difficili, volontariato e psicologia.

Poi sono arrivati i film di grande richiamo. Pellicole come “Natale a New York” e “Manuale d’amore 2” lo eleggono tra i volti più distinguibili del nostro movimento, ma la sua apoteosi arriva con “Benvenuti al Sud” – con l’arguto Alessandro Siani – che esalta il temperamento e la cifra stilistica di questo mattatore. Il pelato che aveva creato con Rocco Tanica il delizioso “Rapput” vive una stagione di premi e copertine dei magazines.

Il suo arrivo all’Argentiera è stato il fiore all’occhiello di un festival di silenzio e risacca, nato piccolo ed ora colpito da improvviso benessere e capace di suscitare l’attenzione dei grandi media nazionali.

Claudio Bisio si è prestato docilmente alle domande intriganti di Geppi, alternando pensieri profondi e citazioni colte a divertenti battute del suo naturale ed istintivo repertoriodi uomo intelligente e brioso.

Poi c’ è stato l’educato ed innamorato assalto dei fans, quasi stupiti di vivere una giornata particolare accanto ad un grande nome in un posto così insolito e romantico, che cento anni fa vedeva la lenta estrazione di minerali ed il loro trasporto sui brigantini.

Bisogna imparare davvero a stare “Sulla terra leggeri”.

Veronica Di Marcello

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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