Una Città per sognare – Alla scoperta di sorprendenti angoli di una Sassari sconosciuta

Una Città per sognare – Alla scoperta di sorprendenti angoli di una Sassari sconosciuta

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Sassari_City_HallLa XVIII edizione di Monumenti Aperti è ormai in archivio da alcune settimane

ma è stata un’occasione imperdibile per riscoprire molti angoli altamente turistici e culturali della nostra città.

Quasi quotidianamente passiamo davanti ad alcuni palazzi e non ci rendiamo conto del bene prezioso che ci accingiamo ad osservare. Parafrasando il saggio orientale Lao Tzu: “colui che conosce le città è sapiente, ma chi davvero conosce la propria è illuminato”. In questa annata 2014 il main sponsor dell’evento – che è poi la nostra amministrazione comunale – ha tracciato quattro percorsi tematici di notevole interesse.

Sono state registrate alcune new entries: le stanze del Duca a Palazzo Ducale, la Scuola di San Donato, la Chiesa di San Giuseppe, Piazza Castello ed i Giardini dell’Istituto Agrario.

Siete mai entrati nella Chiesa delle Monache Cappuccine?

Avete mai varcato la soglia dell’antica Sant’Apollinare?

Siete a conoscenza della presenza di una “Madonna col Bambino” del Sassoferrato sull’altare maggiore della Chiesa del Carmelo? Eppure questo ragguardevole pittore è ospitato dalle sale del Louvre.

Pensiamo a quante file impazienti molti concittadini hanno affrontato nella filiale bancaria del Palazzo Giordano di Piazza d’Italia, senza realizzare minimamente che quell’edificio accoglie tanti tesori artistici. Non parliamo poi delle emozioni, dei brividi generati dall’enunciazione delle gesta dei Dimonios tra le doline carsiche, nel centralissimo Museo Storico della Brigata Sassari! In questa sede è possibile assistere al documentario “Trincee” di Enrico Mocci, che racconta l’epopea drammatica della Grande Guerra. E subito dopo è quasi istintivo correre a visitare i rifugi antiaerei di Via G.A. Sanna, che hanno protetto i sassaresi nell’ultimo conflitto. Una magnifica sorpresa è stata il coinvolgimento dell’ex Tipografia Chiarella, in uno stabile del XIII secolo che ha conosciuto nel tempo varie destinazioni d’uso, e tra queste quella di carcere cittadino. Nella visita è stato possibile osservare l’orrida fossa, nella quale venivano gettati i criminali più incalliti.

Il vasto programma dell’evento ha compreso anche un Laboratorio di Archeologia Urbana, un tributo musicale a Lucio Dalla ed ai Beatles, ed una serie di mostre dedicate all’Arte Giapponese.

L’affluenza è stata davvero eccezionale. L’edizione del 2014 polverizza il precedente record di trentaseimila presenze della scorsa tornata, e sottolinea la bontà dell’iniziativa. L’attrazione più sorprendente è stata il ricorso ai diligenti allievi degli istituti superiori cittadini, nel ruolo estemporaneo di guide turistiche. Gli studenti- assurti al rango di appassionati ciceroni – hanno sciorinato dati interessanti e precisi sul Palazzo D’Usini di Piazza Tola, come del convitto con i suoi oliveti ed orti adiacenti. Qualcuno era esitante e sbirciava il foglietto, come all’interrogazione. Altri erano più spavaldi ed ostentavano un’invidiabile padronanza della materia, studiata con caparbietà nelle settimane precedenti. In ogni caso il trasporto emotivo dei nostri ragazzi, chiamati a fare amare e riscoprire gli angolo dimenticati e preziosi della città, è la felice sintesi di questa trionfale edizione di Monumenti Aperti.

Vincenzo Mangione

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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