Un giorno beato

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il martirio del beato - carottiUn grande concerto musicale nel ricordo del  martirio di Padre Zirano

 Il nome di Padre Zirano era sconosciuto alla grande parte dei nostri concittadini,  abituati a ricordarsi di lui solo per ragioni toponomastiche.

 Al suo nome è legato un viottolo dietro la Chiesa di Santa Maria, dietro la quale  si erge un istituto bancario e la colonna degli automezzi in andirivieni ed in attesa di  una stazione di autobus degna della nostra città.

 Ma da qualche settimana tutto è cambiato.

 La Beatificazione di questo nostro martire della fede – scorticato vivo davanti alla Porta Balason di Algeri il 25 gennaio del 1603 – è la prima volta della Chiesa sarda: e questo evento ha generato un’emozione indicibile in tutta l’isola, che ha gremito con oltre diecimila unità la concelebrazione solenne di Piazzale Segni, alla presenza del Cardinale Amato, di Monsignor Becciu, Sostituto  della Segreteria di Stato di Città del Vaticano ; e con la toccante testimonianza dell’Arcivescovo di Algeri con un simbolico pugno della terra, che quattro secoli fa ha accolto il sangue dell’eroico frate conventuale dopo l’atroce martirio.

La concelebrazione presieduta dal nostro Arcivescovo Monsignor Paolo Atzei – erano cinquanta impegnati nel rito solenne, ripreso in diretta da un’emittente regionale – ha atteso che il postulante esaltasse le virtù morali del frate, prima che il solenne TE DEUM ed un arazzo rievocativo salutassero l’ascesa al cielo del Servo di Dio, il Padre Francesco Zirano.

Una statua ora ricorda per sempre questa luminosa figura di cristiano.

La festa è stata grande e particolarmente sentita.

La Diocesi ha voluto completare i festeggiamenti per questa giornata con una kermesse musicale, che ha visto la spontanea adesione di alcuni importanti personaggi dello spettacolo in Sardegna.

Il vivace e spigliato presentatore Antonello Fresu – un grande ritorno il suo, dopo alcuni anni dedicati all’insegnamento della religione ed alla sua splendida famiglia – ha chiamato sul palco tanti amati beniamini del pubblico, che hanno offerto alla Piazza d’Italia una domenica speciale.

La reginetta di questo tributo alla memoria del Beato è stata la milanese di sangue sardo Bianca Atzei, ormai lanciatissima verso la vetta della popolarità nel mondo della musica leggera italiana.

Bianca vive un momento molto felice della sua carriera, grazie ad alcune canzoni scelte con cura ed al suo eccellente registro vocale.

L’ammirazione di molti importanti colleghi – che spesso hanno duettato con lei in fortunato Featuring – è stata un ulteriore viatico.

L’avvenente e pregevole vocalist ha sciorinato il meglio del  suo recente repertorio, infiammando la piazza con le hit delle radio e delle E-Tunes.

L’applausometro ha naturalmente registrato un uragano di applausi per l’apparizione di una leggenda dello spettacolo sardo, come è Benito Urgu: gags e battute irresistibili, macchiette amate ed improvvisazioni di un inimitabile animale da palcoscenico come lo showman di Santa Giusta, che ha coinvolto un divertito e disinvolto Monsignor Atzei sul proscenio.

Le due band più celebrate dell’isola hanno risposto con generoso trasporto alla chiamata della Diocesi di Sassari.

Tazenda hanno una travolgente e carismatica presenza di palco, con le loro bellissime e celebrate canzoni di etno-rock e l’eccellente voce di Nicola Nite, che bene supporta il genio compositivo di Gino Marielli ed il grande mestiere di Gigi Camedda.

E poi gli immortali Bertas, con le loro solenni e polifoniche arie di raffinata scuola, accompagnati dagli eccellenti coristi e dalla Corale Vivaldi diretta dal M° Daniele Manca: la storia della nostra musica nel dopoguerra si presenta e rende omaggio alla figura del Beato.

Un’altra amatissima regina del folk isolano – con la sua fede profonda e l’amore per le armoniche tradizioni della nostra regione – ha regalato umilmente il suo sorriso radioso, la sua solare dolcezza ed il suo canto melodioso alla memoria di Padre Zirano: Maria Giovanna Cherchi non poteva sottrarsi a questo appuntamento di fede e testimonianza.

Un’altra sassarese DOC in rampa di lancio nel firmamento del pop italiano è tornata a casa con la sua dolcezza ed il repertorio garbato e piacevole, costruito su misura per lei dopo la felice esperienza nel talent “AMICI” di Casa Mediaset: Simonetta Spiri sta crescendo a vista d’occhio, e sta consolidando una statura di artista eclettica e davvero interessante.

Ha molto impressionato l’ensemble dei Nova Euphonia  con il loro repertorio attraente dedicato alle grandi musiche da film: una toccante “Deus te salvet Maria” in featuring con Bianca Atzei ha trascinato l’uditorio ad un applauso lungo ed indimenticabile.

Molti altri cantanti hanno aderito a questo progetto celebrativo, e solo lo spazio tiranno non concede il meritato spazio.

Ma quello che conta è che il primo eletto della Sardegna sia stato salutato dal sentimento e dalla riflessione, dalla musica e dall’univoco amore della sua gente: il grande sforzo della Chiesa di Sassari non è stato inutile.

Oggi è un giorno beato.

Alberto Cocco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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