STORIE DI PALAZZO

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di Andrea Loi

Viaggio nell’edificio principe dell’Università di Sassari tra storia e realtà

Università di Sassari

Incuriositi e affascinati ci affidiamo al delegato del Rettore per contemplare la bellezza del Palazzo Università di Sassari. E conoscerne la storia. Mirabile cicerone, Salvo Mura ci scorta in questo luogo di incanto e sapere descritto con efficacia ed entusiasmo.

<<La storia dell’Università di Sassari non può essere vista disgiuntamente dalla storia della città. La nascita può essere fatta risalire al 1558 quando Alessio Fontana, cavaliere del Regno di Sardegna – dopo un’accesa disputa con Ignazio di Loyola, capo dei gesuiti, che si rifiutava di aprire il collegio nell’Università di Sassari- in punto di morte decide di lasciare i suoi beni alla fondazione del collegio gesuitico, quindi a questa Università. L’inizio dei corsi risale al 1562, il riconoscimento ufficiale al 1630 quando viene donata la Carta dal regno di Aragona: statuto di università regia al collegio gesuitico. La prima cosa che colpisce dell’ edificio è l’atrio ristrutturato nel 1930 da diversi artisti locali tra cui Filippo Figari e Francesco Clemente, il cui contributo rende armoniosa l’alternanza di colori bianco e nero che si ritrovano nei soffitti e nelle colonne. La figura più importante è quella di Antonio Delitala. Artista locale ha voluto conservare le origini richiamando i colori della sua terra e gli influssi del suo giro in Italia e in Europa>>.

Con rinnovato stupore attraversiamo il chiostro tipico delle costruzioni religiose e osserviamo le rappresentazioni di quei personaggi che hanno determinato il proseguo dei corsi universitari ben definiti da Salvo,

<<la lapide di Domenico Alberto Azuni, fondatore del diritto della navigazione;talmente bravo negli affari marittimi che Napoleone lo portò con sé a Parigi, per regolare le sue faccende. Studioso dell’Università di Sassari, in seguito gli viene intitolata una piazza. Poi, il fisiologo Luigi Rolando, Antonio Segni, docente di agraria e fondatore della riforma, nonché primo Presidente della Repubblica che Sassari ha dato alla nazione. Risalta l’aula dedicata ad Eleonora di Arborea, prima figura che ha regolamentato la vita politica, amministrativa e commerciale del luogo determinando l’emancipazione della donna. Riconosciuta come leader, ottiene la regolamentazione del reato di stupro. Chi stuprava doveva sposare la vittima o corrisponderle una rendita a vita, altrimenti gli veniva tagliata la mano o il piede>>.

Con i minuziosi racconti di Salvo ci addentriamo nell’Aula Magna,

<<le cui finestre e archi riflettono il verde e rosa della nostra terra. Il quadro di Delitala “Lezioni di anatomia”, ispirato al “Miracolo di San Marco” di Tintoretto e a “La lezione del Dottor Tulp” di Rembrandt. Quadri raffiguranti Tola, Gemelli e Ceti, quest’ultimo mentre lavora con Pasteur alla sperimentazione del vaccino>>.

Tra allegorie che giocano con la realtà, concludiamo il nostro percorso storico con il vessillo ufficiale dell’Università di Sassari

<<portato per la prima volta a Torino nel 1924, al carosello delle Università, dai nostri rappresentanti. Due croci e due torri su campo giallo e rosso – colori effettivi della Città di Sassari – frutto della dominazione spagnola aragonese>>.

Perché trecento anni non si dimenticano così.

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