STO DIVENTANDO DONNA

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di Bonaria Loi

 

I memorabili anni ’20 segnano il passo verso la modernità ponendo fine alle ristrettezze economiche e mentali del primo decennio

La prima guerra mondiale è un avvenimento determinante per l’emancipazione femminile, da cui emerge una donna indipendente, scevra da atteggiamenti languidi e remissivi.

Sboccia l’epoca delle flapper girls: ragazze disinibite, un po’ maschiacci, dal capello corto e deciso, esibiscono gesti di sfrontata naturalezza. In pubblico si incipriano il naso e disegnano le labbra col rossetto.

Per sopperire alle nuove esigenze della toilette femminile si propongono moderne tipologie di borse con scomparti e taschine, utili a contenere gli strumenti di bellezza. Nasce così, alla fine degli anni ’20, il beauty case. Le ragazze vivono uno scenario da vetrina, sfoggiano nuovi look, inseguono il sogno dell’istruzione, iniziano a fumare e a bere i primi cocktails della loro vita. Anche lo sport entra a far parte delle abitudini femminili. Le donne iniziano anche a esprimere la voglia di viaggiare.

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Lo testimoniano fedelmente le diverse testate giornalistiche di moda di quell’epoca che dedicano rubriche ad usi, costumi, sport e tempo libero. Succede anche che mentre fa capolino l’abito da cocktail, scompaia l’abitudine del tè. Le giovani preferiscono lo shaker all’elegante teiera.Le vamp del cinema lanciano la moda del trucco negli occhi mostrando palpebre ombreggiate, sguardi evidenziati da una linea sottile e ciglia volumizzate dal mascara nero.

Vige la necessità di una moda conforme a una vita più attiva. La nascita dell’abito moderno sorpassa i pesanti ornamenti. Non si evidenzia più il punto vita, non più forme sinuose e curve strizzate in rigidi bustini, ma corpi filiformi, senza fianchi. Il vestito adotta un tessuto più morbido e fluido. Si inizia a usare il reggiseno per appiattire e nascondere il seno.

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Una delle prime testimonial di quegli anni è Greta Garbo. Con lo stile chiamato alla garçonne, i capelli mostrano un taglio corto, raccolti e accompagnati dai cloche, cappelli a forma di campana ben calzati fino a coprire la fronte. La lunghezza degli abiti è variabile, ma tendente al corto;
si intravedono le prime gambe scoperte che danno rilievo a calze e scarpe. Per la prima volta nella storia del costume femminile appaiono i collant trasparenti in seta color carne, non più quelle scure ede mode adottate prima della guerra.

La propensione per la danza segna quell’epoca. Negli alberghi padroneggiano i tè danzanti e si aprono i night-club. Parigi, indiscusso polo d’attrazione dell’eleganza internazionale, metterà in evidenza la moda di quegli anni, in cui convergono note personalità della moda, destinate a rimanere nella storia: Gabrielle Chanel, Elsa Sciapparelli e Jean Patou.

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