Stagione teatrale CEDAC

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OLYMPUS DIGITAL CAMERAUn cartellone ricco di grandi protagonisti ed allettanti proposte

La presentazione della nuova Stagione teatrale del Circuito CEDAC al Palazzo Ducale è passata quasi inosservata. E’ un evento davvero singolare, in una piazza generalmente molto attenta all’offerta artistica di questa grande organizzazione culturale isolana. L’attenzione mediatica si è spostata sulla tragedia dell’ alluvione di novembre, ed alle imminenti elezioni regionali della prossima primavera. La risposta del pubblico di casa si è comunque brillantemente sovrapposta all’insufficiente battage pubblicitario, ed il botteghino ha risposto bene.

Dopo la discreta ouverture della spassosa farsa di Eduardo De Filippo – “Uomo e galantuomo” è stato presentato all’Auditorium nelle giornate del 14 e 15 dicembre, con la regia di Alessandro D’Alatri – al ritorno dalle lunghe vacanze natalizie il cartellone di gennaio ha proposto un appuntamento di assoluto rilievo. La poetica delicata e romantica di Giovanni Pascoli e l’elegia della perduta innocenza rivivono nell’affresco di “Aquiloni”, l’omaggio al grande poeta italiano di un gigante della scena contemporanea come l’eterno e raffinato Paolo Poli, in un nostalgico volo tra il ricordo della civiltà contadina e le canzoni della Belle Epoque. Una settimana dopo – nelle giornate del 22 e 23 gennaio  –  Sassari ha  scoperto l’agro disincanto delle partiture di J.C. Grumberg, con la regia di Penchenat e le luci suggestive di Hamelin. Il Teatro Stabile della Sardegna – con le bravissime Isella Orchis e Lia Careddu in cattedra – ci  hanno sorpreso con il folgorante collage di brevi scampoli legati alla riflessione sulla vita quotidiana, nelle ironiche ed inquietanti “Storie di famiglia”, che vede il contributo di altri attori di rango come Cesare Saliu e Maria Grazia Bodio.

Ora la stagione dell’Auditorium entra nel vivo. A febbraio la CEDAC cala un portentoso tris d’assi. Si parte dalle giornate del 10 e 11 febbraio, nella riedizione teatrale di  “Una pura formalità’”, il bellissimo e sottovalutato film del grande Giuseppe Tornatore: la regia ed il magistero interpretativo di Glauco Mauri disegnano questo sorprendente thriller psicologico, con una libera rivisitazione della storia di uno scrittore accusato di omicidio, in un sofferto viaggio interiore verso una nuova chiave di lettura della realtà. Le musiche originali della piéce sono di Germano Mazzocchetti, e l’altro bravo interprete è Roberto Sturno. Sette giorni dopo è la volta del genio immortale ed impetuoso di Michelangelo Buonarroti, tratteggiato con vigore in questo  raccordo di Gian Maria Cervo con la regia di Alessio Pizzech“La carne delmarmo” è la storia emozionante del rapporto fisico tra il pensiero creativo del sommo artista e la materia da forgiare. L’audace testo – con le spettacolari proiezioni video di Giacomo Verde, le coreografiche evoluzioni della Compagnia Imperfect Dancers e le belle musiche di Dario Arcidiacono – svela la natura tormentata del trasgressivo esteta omosessuale ed il suo isolamento alla ricerca della perfezione. Il popolarissimo Alessio Boni veste i panni dello scultore.

Il 23 ed il 24 marzo arriva una star del teatro, del cinema e della televisione italiana: Luca Zingaretti. Accanto ad un altro primattore del palcoscenico italiano  come Massimo De Francovich, l’uomo che ha dato un volto inconfondibile al commissario Montalbano di Andrea Camilleri palesa nel nuovo Teatro Comunale la sua lettura de “La torre d’avorio” di Ronald Harwood, con la traduzione di D’Amico. E’ la controversa storia del sublime direttore d’orchestra tedesco Wilhelm Furtwangler, ingiustamente accusato nell’immediato dopoguerra dagli alleati d’oltreoceano di un presunto allineamento con il regime hitleriano, nonostante il suo professato disinteresse per la politica e l’isolamento nello studio dei grandi classici di ogni epoca.

A marzo la stagione riparte nelle giornate dell’undici e del dodici, con l’atteso allestimento di un classico immortale come “Ilmalato immaginario” di Moliere, nell’edizione del Teatro Stabile di Bolzano e con l’infinita esperienza di Paolo Bonacelli in scena, accanto ad altri due attori di rango come Patrizia Milani e Carlo Simoni, e la regia ortodossa e minuziosa di Marco Bernardi. Nelle sere del 21 e 22 invece arrivano Daniele  ed Ivana Monti – e la partecipazione straordinaria della bellissima Debora Caprioglio –  con la trasposizione teatrale di Giancarlo Marinelli di un meraviglioso film come “The elephant man”, tratto da un gotico racconto di Frederick Treves ispirato ad una storia reale dell’Inghilterra vittoriana.

Gli ultimi atti di questa stagione 2013-14 sono dedicati a due immortali. Carlo Goldoni ed il suo “L’impresario di Smirne” – un divertente copione settecentesco dedicato ad una compagnia di illusi teatranti in viaggio verso l’Oriente – arrivano all’Auditorium sassarese nell’adattamento dell’Associazione Teatrale Pistoiese.  Roberto Valerio è il  regista e protagonista dell’adattamento. Il gran finale è del bardo William ShakespeareIl Teatro di Dioniso – con il supporto del Teatro Stabile di Torino –  ripropone questo drammatico ed intenso “Lo stupro di Lucrezia” nella versione italiana di Valter Malosti dalla fedele traduzione di Gilberto Sacerdoti, con la brava Alice Spisa e Jacopo Squizzato a disegnare il commovente suicidio di una donna violata ed una storia di ribellione popolare alla tirannide ed alle ingiustizie.

Un programma davvero eterogeneo, in ultima analisi. Nomi ragguardevoli e grandi classici sono il poderoso impegno del Circuito  CEDAC nella corrente stagione, con la partnership dell’Ersu  e della Fondazione Banco di Sardegna, la Sardinia Ferries ed i patrocini indispensabili del Comune di Sassari e della  Regione Sardegna ed il suo Assessorato alla Pubblica Istruzione, Beni Culturali, informazione Spettacolo e Sport, senza dimenticare il concreto intervento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali.

Le informazioni utili sono raggiungibili sul web grazie agli indirizzi www.cedacsardegna.it e circuitoteatralesardo@gmail.com. Altre tariffe scontate per gli insegnanti e gli over 65, i CRAL aziendali ed i possessori di Carta Giovani, Arci ed Endas. Il teatro migliora la vita e lo spirito. La proposta CEDAC è un viaggio verso la felicità dell’anima.

Alberto Cocco

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