SFOGLIANDO UN QUARTO DI SECOLO

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di Andrea Loi

Il celebre Almanacco Gallurese taglia l’importante traguardo con un numero di grandi firme

 

 

Il primo numero dell’Almanacco Gallurese (dove gallurese indica le radici, il luogo di nascita non il perimetro geografico degli articoli) porta la data del 1992, stampato presso la tipografia Chiarella di Sassari, in rigoroso bianco e nero, compresa la copertina. Quello in edicola dal mese di giugno 2017 è il numero 25. Un quarto di secolo: un traguardo ambizioso per una rivista annuale che parla di fotografia, storia, archeologia, cultura, ambiente. E, soprattutto, di memoria. Memoria dei luoghi e delle persone, perché, ha scritto qualcuno: tutto ciò che non sarà ricordato sarà per sempre dimenticato. Complessivamente le pagine pubblicate sono state 7.372, gli articoli 1.121, la media di pagine per ogni numero è di 294,88. I collaboratori alcune centinaia, sparsi in tutta la Sardegna. Nomi prestigiosi da quello dei compianti Giovanni Lilliu, impareggiato maestro di “color che sanno” e Vico Mossa, allo scrittore Salvatore Mannuzzu, a storici come Manlio Brigaglia, Attilio Mastino, Cesare Casula. Ma anche Bachisio Bandinu, Gerolama Carta Mantiglia, Federico Francioni, Paolo Pillonca, Giulio Paulis, Marco Milanese, Aldo Maria Morace, Francesco Masala, Antonio Delogu, Aldo Sari, Pietro Meloni e tantissimi altri.

Il numero 25 ha in copertina l’immagine di Grazia Deledda, è la prima copertina dedicata ad un personaggio. La scelta non è casuale: oltre ad essere nuorese, la Deledda è l’unica donna italiana ad aver vinto il Nobel per la Letteratura. All’interno un articolo di Aldo Maria Morace, massimo studioso della Deledda. Per chi ama l’archeologia un saggio sulle antichità dell’Anglona e sulle ultime scoperte archeologiche a Lu Brandali (Santa Teresa Gallura); un brevissimo ricordo di Antonio Gramsci a ottant’anni dalla morte; e ancora: i santi dei minatori, il Supramonte selvaggio, memorie di un vecchio ospedale: il Santissima Annunziata di piazza Fiume a Sassari; “Elio” il partigiano Andrea Scano e Pasca Piredda la Pasionaria Nera, l’avventurosa storia da Nuoro a Salò nella bufera della guerra civile italiana: condannata a morte dai partigiani riuscì fortunosamente a salvarsi. Un breve e denso articolo su Sergio Atzeni poeta, e un altro più leggero sul Voltaire di Calangianus ovvero Ermanno Giua, politico ed intellettuale e un excursus di Marilena Selis tra cronache e ricordi sulle vecchie tabaccherie tempiesi. Come sempre eccellente la parte dedicata alla fotografia con i coloratissimi tramonti di Francesco Dettori e tanto altro ancora. Il dossier è dedicato a padre Giovanni Battista Manzella con ben dieci articoli che ne tratteggiano la figura di missionario e l’impegno verso i poveri delle nostre zone. Non tutti i contributi sono stati citati in questo articolo, l’indice contiene molti altri articoli. E chi vuole può scoprirli acquistando la rivista in edicola. Buona lettura.

 

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