SCOTT, UN ALIENO IN CARROZZINA

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di Giovanni Dessole 

La stretta di mano di Obama, l’oro alle Paralimpiadi e il calore di Porto Torres

 

 

 

Foto: Gsd Porto Torres

 

Essere Matt Scott. Essere uno dei più forti giocatori al mondo di basket in carrozzina. Essere, per la seconda stagione consecutiva, perno del roster del Gsd Porto Torres nella serie A di basket in carrozzina. Essere campione paralimpico con la canotta della Nazionale americana. Essere ricevuto alla Casa Bianca dall’ex presidente Barack Obama e stingergli la mano. Essere un grande uomo. Essere affetto da spina bifida. Essere su una sedia a rotelle sin da bambino. Essere tutto questo e sorridere al mondo, dimostrando al mondo di essere più forte di tutto. Di essere il più forte di tutti.

Partiamo dall’emozione più forte: la Paralimpiade di Rio? Le sensazioni, le sfide, il podio..

«Rappresentare il tuo paese alle Paralimpiadi è un grande privilegio. Vincere la medaglia d’oro alle Paralimpiadi con gli Stati Uniti è stato incredibile. È difficile descrivere la soddisfazione che ho provato. Grandioso aver guadagnato il titolo di squadra migliore del mondo: il traguardo più alto raggiungibile in uno sport. Sono ancora pieno di felicità per ciò che siamo riusciti a fare».

Il face to face con Mr. Obama?

«Il presidente Obama è stato uno degli uomini più potenti del mondo. Parlare con lui e stringergli la mano è stato un onore enorme, qualcosa che solo pochi possono dire di aver avuto la fortuna di fare. Ha mostrato grande rispetto a tutti noi atleti paralimpici e olimpici, ci ha coperto di lodi. È stato estremamente gentile, caloroso e accogliente. Una grande esperienza, che ricorderò per il resto della mia vita».

 

Foto: Gsd Porto Torres

 

Hai scelto di restare a giocare a Porto Torres: perché?

«Amo questa squadra, dai giocatori allo staff a ogni singolo supporter. L’anno scorso abbiamo fatto una buona stagione e volevo continuare a costruire qualcosa su questa base, portare la squadra al successo che merita. Il mio obiettivo è quello di portare il Gsd Porto Torres al top della sua storia».

Quali gli obiettivi del 2016-’17?

«Il mio obiettivo è lavorare duro e giocare il miglior basket possibile per la mia squadra. Penso che potremo fare grandi cose quest’anno e non voglio mettere alcun limite alle nostre possibilità. Come parte del progetto Porto Torres puntiamo semplicemente a raggiungere il nostro pieno potenziale di squadra. Se ce la faremo, credo che potremo toglierci delle soddisfazioni. E vincere qualcosa di bello».

 

Foto: Gsd Porto Torres

 

Il video del canestro realizzato nel big match contro Cantù è diventando virale..

«Non sono nuovo ai video virali. Sono felice che il basket in carrozzina riesca a catalizzare le attenzioni della platea globale della rete. Per quanto riguarda quel tiro sono grato alla squadra che si fida così tanto da rivolgersi a me quando serve qualcosa in più. Ho molta fiducia nelle mie capacità e ho fatto ciò che doveva essere fatto per vincere quella partita».

E più forte il Matt Scott giocatore o il Matt Scott uomo?

«Sono in un costante work in progress. Mi sveglio ogni mattina con l’intenzione di diventare migliore di ciò che ero il giorno prima. Sia come uomo che come atleta».

 

Foto: Gsd Porto Torres

 

Foto: Gsd Porto Torres

 

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