Sassari da amare/2: viaggio alla scoperta delle ville storiche della città

Sassari da amare/2: viaggio alla scoperta delle ville storiche della città

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Seconda parte del viaggio nel tempo alla volta delle dimore storiche di Sassari, tra aneddoti e curiosità raccontate con passione da Marco Atzeni

 

Foto e testi di Marco Atzeni

 

La splendida Villa Crovetti nacque nel 1914, progettata dal geometra Calvia per il signor Teofilo Crovetti, un impresario trasferitosi a Sassari dall’Emilia. Il figlio di Teofilo, Giacomo, vi abitò in seguito ed entrò negli annali della città in quanto ultimo “podestà” nominato a Sassari dal Partito Fascista, in carica nel periodo caldo dal 1938 al 1943.

Giacomo fu ingegnere e durante la seconda guerra mondiale ricevette vari incarichi quali la costruzione dei fortini difensivi lungo la costa gallurese. Ancora oggi, accanto alla porta di ingresso, vi è la targa col suo nome. Un altro Crovetti, Edmondo, fondò invece la “Banda Città di Sassari”.
Dopo 105 anni la villa è splendidamente conservata e sempre abitata dai Crovetti, tra i quali un figlio dell’ingegner Giacomo, un disponibile signore di 90 anni che ringrazio (parimenti ad un’altra abitante del quartiere) per aver risposto gentilmente alle mie domande.

Villa Crovetti a Sassari

 

Nel 1888 il glorioso civico n. 10 di Via Carmelo divenne la sede della Ditta Clemente, la mitica famiglia di falegnami-artisti che con più di 50 dipendenti e senza energia elettrica realizzò per più di mezzo secolo arredi di enorme pregio. Lo stabile venne poi acquistato dallo scaltro “Cicu” Bajardo che nel 1964 vi trasferì da Via Battisti la tipografia di famiglia che il padre aveva rilevato dai Chiarella negli anni ‘20 (conservandone il nome). L’immobile copre un intero isolato e sorge parzialmente sulle celle sotterranee del carcere di San Leonardo, in uso per 500 anni prima della nascita nel 1871 di quello di Via Roma.
Se si osserva la facciata con attenzione, si nota ancora oggi la scritta “F.lli Clemente”.

Via Carmelo 10. Ditta Clemente

 

Metà dei ricchi di Sassari si fece progettare la casa da Raffaello Oggiano, ma mai si dice quale fu casa sua. Nel 1925 se la disegnò lui stesso (ovvio) affacciata sull’allora immenso “fosso della noce” e con un piano per ogni parente. Nato nel 1881, laurea in ingegneria a Torino nel 1905, Oggiano tornò quasi subito a Sassari, prima come Tecnico del Comune poi libero professionista. Eppure, appena laureato, aveva ricevuto l’incredibile proposta di Rama V, Re del Siam, che per convincere giovani ingegneri italiani a trasferirsi in Thailandia offriva loro tanto oro quanto pesavano, ma Oggiano rifiutò perché, scherzò, “tanto ero così magro che non mi sarebbe convenuto!” Mai sposato e senza figli, si spense nel 1973, lasciandoci capolavori come Villa Farris a Cappuccini.

Villa Ferraris

 

La villa di viale San Francesco fu ideata dall’ingegner Marogna nel 1913. Il proprietario fu Pietrino Sisini che era uno degli otto figli della ricca famiglia Sisini di Sorso. Pietrino era il fratello di Francesco Sisini che fu uno dei grandi imprenditori della Sassari di inizio ‘900 ed era anche lo zio di Giorgio Sisini che, incredibile a dirsi, si trasferì da Sassari a Milano e inventò la “Settimana Enigmistica” nel 1932.

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