ROBERTO ZANDA, L’UOMO DELLE ULTRAMARATONE

ROBERTO ZANDA, L’UOMO DELLE ULTRAMARATONE

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IL FREDDO ARTICO NON SPAVENTA L’IROMAN “MASSICCIONE” SARDO

L’uomo, si sa, vive di sfide. E quando le sfide chiamano, Roberto Zanda risponde. Soprattutto quando si tratta di ultramaratone del pianeta. Giovedì 1 Febbraio l’iroman sardo, soprannominato “massiccione”, parteciperà alla “Yukon Artic Ultra 2018”, la maratona estrema nell’Artico, ambiente freddo, con tantissime difficoltà ambientali. Preceduta da un allenamento ostico e arduo, per affrontare la sfida di 480 chilometri, Roberto Zanda si è dovuto preparare a temperature che raggiungono anche i -50 gradi celsius.

“È una sfida che serve all’uomo, che serve a Roberto Zanda, che serve per dare un messaggio positivo a tutti coloro che si trovano a dover affrontare delle sfide nella vita di tutti i giorni. Ai nostri giovani che talvolta, davanti alla minima difficoltà cedono e invece questo uomo di 60 anni si cimenta, si mette alla prova con l’entusiasmo che è quello di un ragazzino”.

Giovanni Domenico Pintus, Comandante del Comando Militare Esercito Sardegna

L’iroman sardo, temprato dalla vita e dalle camminate

Una sfida che si aggiunge alla lista di quelle già vinte alle spalle dell’extreme runner cagliaritano di 58 anni. Dall’Oman all’Egitto, al deserto dell’Arizona, ora nell’Artico. Dopo una vita disagiata, difficile, prima in collegio poi a Cagliari nel quartiere di San Michele, Roberto Zanda ha un nuovo obiettivo, un altro traguardo, per dimostrare a se stesso e agli altri che con emozione, volontà e sofferenza si può vincere qualunque sfida, contro il proprio corpo e contro la propria età. Su questo il grande extreme runner ha fondato la propria vita, il suo modo di essere.

“Non bisogna aspettare nessuno, non bisogna avere paura di affrontare i rischi in qualsiasi campo, dallo studio, al lavoro, allo sport. Lo dico sempre ai giovani: cercate di mettervi davanti un traguardo da raggiungere, non state ad aspettare che arrivi qualche cosa, cercate di vivere la vita intensamente. Ho 58 anni ma non li sento – ha sottolineato – il mio obiettivo è quello di arrivare al traguardo, potendo sventolare ancora una volta la bandiera dei Quattro Mori della mia Sardegna, servirebbe a coronare la mia carriera che non è certo finita. Correrò da solo come sempre, ma in realtà mentalmente non soffro la solitudine. Viaggio con la mente, navigo, penso gli amici, al futuro alle persone che mi vogliono bene e mi sostengono”.

Roberto Zanda

Gli auguriamo quindi buona fortuna, sapendo già che per lui, questa maratona, sarà comunque un grandissimo successo.

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