ROBERTO ZANDA HA RIPRESO A CAMMINARE GRAZIE AGLI ARTI BIONICI

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“In Canada ho perso mani e gambe, ma ho guadagnato in fiducia in me stesso e in umanità”.

 
Roberto Zanda, l’ultramaratoneta che ha rischiato di morire assiderato nello Yukon Artic Ultra (480 chilometri tra i ghiacci dell’Alaska e del Canada a 50 gradi sotto zero), ha ripreso a camminare grazie alle protesi impiantate all’ospedale Cto della Città della Salute di Torino.

L’IronMan cagliaritano ha stabilito un nuovo record: in soli 4 mesi dall’incidente riesce non solo a stare in piedi ma anche a camminare.

 “Quello che mi è accaduto fa parte della competizione. E non ho intenzione di smettere di correre. Ora penso a un bel pasto alla sarda, a riabbracciare gli amici e a riposarmi”, racconta. “Io e mia moglie manchiamo dalla nostra terra da troppo – aggiunge – abbiamo bisogno di riprenderci da questa grande avventura”.

Bruno Battiston, direttore della Struttura di Chirurgia della mano dell’ospedale Cto, commenta così la sua veloce ripresa:

“Servono sei mesi per muovere la mano bionica come sta già facendo Zanda, ha compiuto progressi incredibili. Un paziente eccezionale e, da oggi, un atleta”

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