Quello che gli ozieresi non dicono

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a-enrico-rugEnrico Ruggeri infiamma la grande festa del Logudoro

 

Tanta gente non si vedeva da una vita.

Si smarrisce nel ricordo dei logudoresi una serata come questa, che ha assiepato nella grande passeggiata della storica Piazza Carlo Alberto di Ozieri il pubblico delle serate memorabili.

L’edizione numero 121 della Sagra della Beata Vergine del Rimedio – con l’impeccabile organizzazione dell’associazione culturale e la società religiosa –   ha prodotto uno sforzo economico considerevole ed ha chiamato in scena un grande maestro della canzone d’autore.

Enrico Ruggeri non ha bisogno di essere presentato.

L’intellettuale cantautore milanese è uno dei personaggi più amati dal pubblico, con la sua voce inconfondibile ed una collana di capolavori destinati a consegnarsi tra le migliori pagine di questo nobile artigianato.

Enrico è nella storia del movimento italiano la mirabile sintesi tra la sperimentazione e la personale visitazione del tessuto melodico italiano.

Dagli esordi con i Champagne Molotov e di Decibel in chiave punk, il cammino è stato inquieto  ed eterogeneo.

Ruggeri ha visitato nella sua vasta produzione disco gli chansonniers francesi ed il rock, il pop italiano e l’elettronica, sempre rielaborate con uno stile di grande ed inconfondibile originalità.

Nel suo glorioso palmares Enrico Ruggeri annovera due vittorie al Festival di Sanremo – una nel 1987 con un estemporaneo trio completato da Gianni Morandi ed Umberto Tozzi –  e partecipazioni ai principali contest musicali,Dischi di Platino ed apprezzabili conduzioni televisive, poesie e romanzi.

E’ stato uno dei principali protagonisti della Nazionale Italiana Cantanti di calcio, nata con finalità umanitarie.

La data di Ozieri è stata l’unica ed attesissima presenza in terra sarda, con le nuove ed interessanti canzoni del suo nuovissimo “Frankenstein 2.0”, un profondo concept di emarginazione, tristezza e solitudine con le cupe atmosfere ispirate dal celebre romanzo di Mary Shelley.

E’ il disco delle recenti e fortunate “In un paese  normale” e “Diverso dagli altri” che il magnifico musicista introduce ancora una volta verso l’ennesima evoluzione stilistica e sonora di un’anima curiosa e sperimentale come poche, con le recenti incursioni nel progressive e le collaborazioni con i giovani leoni dell’INDIE italiano: un vero camaleonte di esuberante talento creativo e comunicativo.

La grande festa di Piazza Cantareddu – restituita  agli ozieresi dal 1893 – ha dunque calato un asso che ha unito in modo entusiasta e trasversali giovani fans e nostalgici innamorati di meravigliose hits come “ Il mare d’inverno” e “Quello che le donne non dicono”, “Il portiere di notte” e “Peter Pan”, senza dimenticare la sanremese “Mistero” ed altri successi del passato come “Ti avrò” e le intensissime “Primavera a Sarajevo” e “Nessuno tocchi Caino” in coppia con la talentuosa compagna di vita Andrea Mirò.

Un concerto di grande impatto emotivo ed artistico, che ha regalato alla gente di Ozieri un sentimento misto di gioia e rabbia.

Avere trascurato lungamente questa bella ed importante cittadina, escludendola sistematicamente dagli itinerari dei grandi eventi degli ultimi anni, ha comportato una ricaduta grave sull’economia ed i lpotenziale turistico di una regione ricca di storia e bellezza.

La band di Enrico Ruggeri ha sciorinato il meglio di un grande repertorio.

E’ stato un indimenticabile regalo di compleanno  per i bravissimi SANDALIA di Sara e Roberto Ledda, gloria locale di etno-rock con i suoi venti anni di attività coronata da tante piazze, un uragano di applausi e quattro album all’attivo.

E’ stata un’emozione per la bella e vibrante Sara il privilegio di duettare con un artista di questo calibro, davanti ad una folla immensa.

La festa ha anche ospitato il concerto di grande richiamo dell’avvenente e   bravissima  Maria Giovanna Cherchi, la giovane e popolare artista folk con i suoi musicisti; i gruppi folk dell’isola con le pittoresche maschere dei Boes e Merdules di Ottana; i giochi per i bambini e le attività sportive, le attività equestre ed i grandi Cantadores in re di una tradizione senza eguali nella nostra terra, come quella del concorso Usignolo di Sardegna.

Il mercato agro-alimentare di Campagna Amica e della Coldiretti  ha valorizzato le eccellenze dei prodotti di alta qualità a chilometro zero, coinvolgendo un ampio numero di compratori coinvolti dal mattino nel clima della grande festa religiosa ad Ozieri – è toccante la processione con il simulacro della Vergine – e permettendo di scoprire gli scrigni di arte di questo antico capoluogo identitario e culturale.

La grande risposta della gente ad un evento di notevole importanza è la dimostrazione che la cultura è la chiave per rilanciare il turismo.

E’ tutto quello che gli ozieresi, con il loro orgoglio lievemente altezzoso, ancora non dicono dopo una magica notte di note.

Alberto Cocco

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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