Quando le Voci sono indimenticabili

Quando le Voci sono indimenticabili

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Piazza d’Italia ospita i grandi protagonisti della musica italiana


antonella-ruggieroANTONELLA RUGGIERO

Sono ormai lontane e sbiadite le Vacanze Romane. Sono lontani i giorni pop e commerciali dei Matia Bazar, con il loro sond elettronico e raffinato e le canzoni di gusto inconfondibile. La voce eterea e straordinaria di Antonella Ruggiero ha scelto da tempo percorsi stilisticamente impervi: una musica dell’anima e della memoria, da ascoltare in silenzio e con dolce abbandono dello spirito. I gesti ieratici ed avvolgenti, le note pronte a vertiginose ascese, il cesello di una tecnica sopraffina e per esigenti palati hanno incantato la platea. L’affascinante interprete ha alternato nel suo intervento arie di grande pregio e world music alla toccante ed antica “No potho reposare” in duetto con la bravissima Maria Luisa Congiu. Di recente è stata scoperta una cosa inattesa e divertente: la genovese ex Matia è di sangue sardo con una madre originaria di Padria. Nel salotto cittadino Antonella Ruggiero si sarà sentita quasi a casa nella Sardegna di fine primavera, tra echi di infinito ed amori lontanissimi.


paolaturciPAOLA TURCI

Paola Turci non si fa pregare: i suoi occhi bellissimi e la sua fedele chitarra portano una scossa elettrica . In Sardegna l’artista trasteverina aveva fatto poco tempo fa delle date fortunatissime con la vulcanica Marina Rei ed il grande Max Gazze’. La calda voce inconfondibile propone alcune delle sue vibranti ed impeccabili creature di un folk-studio assolutamente personale e di calligrafica scrittura. Una dopo l’altra sciorina le sue bellissime ballate, di raffinato impianto musicale e sensibile arrangiamento: le sue stanze di vita quotidiana di un mondo mai banale e distratto, da assaporare con gioia e rabbia. La gente canta in travolgente karaoke l’intensa “Volo via”, partecipa con calore alla sanremese “Saluto l’inverno”, resta estasiata per l’interpretazione accorata di una bellissima canzone della mala romana, esplode quando la compagna di Paola arpeggia le prime note della stupenda “Bambini” e sventola la bandiera dei quattro mori. E’ sembrata davvero una di noi.

piscopo1TULLIO DE PISCOPO

Un giorno potrete dire: io c’ero. Un giorno potrete raccontare ai vostri figli e nipoti che quel delizioso signore partenopeo, sorprendentemente più giovane dei suoi sessantotto anni e lievemente sovrappeso, lo avete visto all’opera da breve distanza. Nella mattinata aveva presentato al Palazzo di Città la sua autobiografia, intitolata “ Tempo! La mia vita ”. Ha tante cose da raccontare della sua vita fortunata ed avventurosa il grandissimo drummer Tullio De Piscopo, figlio e fratello d’arte ed uno dei massimi interpreti mondiali della batteria e percussioni. La sua rullata fluida, il sovrumano senso del tempo e la tecnica di alta scuola hanno dettato il tempo al leggendario ensemble di Pino Daniele e James Senese nel trionfale tour di “Tutta ‘nata storia”. Tullio De Piscopo vanta grandi collaborazioni in Italia e nel mondo. A “Voci di Maggio” è stato memorabile l’istrionico showman di “Stop bajon”, seguito dal coro collettivo di “Andamento lento” e dalla straordinaria rivisitazione degli antichi “Carmina Burana”.

finardi2EUGENIO FINARDI

Il poeta gentile si riscopre ribelle. Tutto lasciava intendere che il gigante milanese avesse fatto pace con il mondo, e la sua voce morbida e sensuale cullava tenere parole. Ma sono anni che chiamano ad una rinnovata coscienza. Improvvisamente il nuovo disco ci restituisce l’Eugenio sociale e politico delle radio libere e dei festival rock sul Lambro, l’attento testimone delle diseguaglianza e delle anomalie di un sistema economico crudele. Le due nuove canzoni ci presentano con nuovo vigore questo disperato mondo di emarginazione e precarietà sociale, con due commoventi dediche ad un padre povero e lontano dalla figlia ed un minatore sardo licenziato. Poi è arrivato il gran finale: l’esecuzione in limba della sua meravigliosa “Amore diverso” e delle amate “La forza dell’amore” ed “Extraterrestre”, e la solenne versione dell’inno antifeudale “Procura ‘e moderare”.  Un nobile gesto chiude il suo intervento: una somma ricavata dalla vendita di un disco di solidarietà è destinata ad una scuola gallurese martoriata dalla recente alluvione.

Alberto Cocco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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