Poker servito

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p3-brewingE’ arrivata la quarta birra della P3 Brewing

Pierpaolo e Giacomo sono due alchimisti del terzo millennio.

In questo caso la ricerca non riguarda la celebre e leggendaria pietra filosofale, ma una nuova eccellenza della birra artigianale che l’emergente azienda sassarese P3 Brewing ora lancia sul mercato.

La quarta regina del palato si chiama Riff, e conquista i nuovi estimatori sulla scia delle tre fortunate sorelle di un poker da consumati giocatori del gusto raffinato: la Golden Ale SPEED dal fruttato mixage di malti e luppoli di ricetta isolana ispirata alla tradizione British; la forte ed agrumata ed esotica India Pale Ale 50 Nodi per temperamenti forti ed avventurosi, di matrice neo-zelandese ed una fermentazione molto più elevata nella temperatura delle consuete e bionde Lager; e poi la pastosa e vellutata Imperial Stout denominata Turkunara con un retrogusto di tostato ed ideale per un piacevolissimo bere.

E la Riff, che genere di proposta assicura in un mercato inflazionato?

La deliziosa pazienza ed ospitalità del maestro birraio Giacomo Petretto lascia cadere i veli intorno a questa originale ricetta di nuovo equilibrio, che è mirabile sintesi tra la Blanche belga ed una IPA di fermentazione americana: un prodotto amalgamato con cura e personalità, intorno ai 4,5° ed estremamente moderno nel suo processo creativo.

Riff è una birra nuova ed avvolgente contro l’easy trend delle bionde industriali: qualcosa di alternativo al prodotto di nicchia.

La nuova bevanda è stata presentata in contemporanea nazionale nella giornata dello scorso 24 settembre, in nove locali italiani.

A Sassari l’inaugurazione è stata ospitata dall’Abetone di Viale Italia, la Turondola di Via Torretonda e la centrale Birreria di Nord Ovest nella ritrovata Piazza Tola delle trattorie tipiche e della movida sassarese.

Ad Olbia la Riff ha trovato dimora nel Tujpa.

Poi ci sono un locale cagliaritano di grande visibilità, una birreria sulcitana e tre punti vendita suddivisi tra le due metropoli ROMA e MILANO.

Un lancio in grande stile con un evento mirato, che la sapiente regia del marketing di Pierpaolo Peigottu cura nei particolari.

Pierpaolo si è laureato ed ha trascorso undici anni della sua giovane vita a Torino – la brillante e stimolante Ville Lumiere italiana –  con numerose iniziative culturali ed artistiche legate alla sua associazione.

Nella misteriosa ed affascinante città della Mole Antonelliana e  del suo Museo del Cinema  ha scoperto gli effetti speciali.

Ora questo prezioso bagaglio di conoscenze viene riconvertito nell’immagine moderna e stimolante della grafica P3, il primo birrificio di alto artigianato in una Sassari legata alla grande distribuzione.

I particolari sono importanti.

Basta osservare le etichette bellissime e dorate realizzate dalla Fimao Design e le eleganti bottiglie in arrivo da Napoli.

Presto gli amici dell’impiantistica di Treviso specializzata porteranno due nuovi serbatoi di fermentazione a Predda Niedda.

Il gioco della produzione si fa serio: in poco tempo le 45-50 mila unità saranno raddoppiate dai due dinamici ed illuminati soci.

E’ una scelta raffinata riservata agli intenditori.

Il suo costo varia dagli otto euro dell’enoteca ai dodici richiesti da un ristorante, ma è il giusto tributo alla superiore qualità concessa.

Giacomo ha sorpreso tutti con la sua arte straordinaria e la nascita di un prodotto molto esclusivo legato ai centodieci anni della gloriosa società sportiva SEF TORRES: l’evento è stato festeggiato in un modo molto originale attraverso un ONE-SHOT da collezionisti, con soli cinquecento esemplari numerati di pregio sensazionale.

La bottiglia da due litri  è una nera Imperial Stout affinata con Rovere Francese ed aromatizzata con Whisky Scozzese di rara profondità e spessore: una birra quasi personalizzata che regala sensazioni ed induce alla meditazione lenta nell’assaporare ogni sorso.

La P3 è una nuova realtà imprenditoriale molto rispettabile tra gli addetti ai lavori, e sta conquistando l’ammirazione e l’interesse di alcune riviste specializzate nazionali e l’ammirata critica dei migliori esperti.

La Speed ha conquistato a Rimini il secondo premio assoluto in un lotto di 650 concorrenti in arrivo da tutta la penisola; ed è forte il rammarico di Giacomo e Pierpaolo per non essersi misurati con successo nel prestigioso contest IBF capitolino – il grande festival delle birre ai Castelli Romani – con le quattro magnifiche sorelle della Sardegna.

Ora il quarto asso è servito.

I primi riscontri sono esaltanti.

Il numero degli estimatori – che abiurano gli scaffali del supermercato e conservano tra le mani una birra di alto lignaggio – è in crescita.

Presto anche questa antica bevanda sarà trattata come il vino.

I due soci ci credono davvero.

L’avventura è appena cominciata.

Andrea Loi

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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