Piazza Tola: storici palazzi, vivaci mercati ed il destino di due fratelli

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Il salotto cittadino è l’ettaro di Piazza D’Italia. Il transito naturale dalle vie dello shopping – o del poco che resta, dopo la scelta del rassegnato decentramento nei grandi centri commerciali della zona industriale – è la frequentata Piazza Castello, con i due grattacieli ed i portici, la caserma ed il Museo della Brigata. La bomboniera è la piccola e triangolare Piazza Azuni, che sciorina le sue belle vetrine, i balconcini di ferro ottocenteschi ed il massiccio palazzo ad angolo con l’ingresso sulla Via Luzzatti ed i suoi negozi multicolori. E’ stato il Palazzo del Podestà in epoca littoria, e la sede degli uffici dell’Intendenza della Finanza nel dopoguerra: ora attende una riconversione adeguata alla geografia della città futura.

Ma il cuore e la storia dimorano in Piazza Tola. Questa era la vera porta di accesso alla popolare ed interminabile Carrera Longa oggi denominata Via Turritana. Era il passaggio naturale nel dopoguerra verso l’antico mercato civico e le botteghe, il Circolo Sassarese e la Valle del Rosello. Questa piazza ha tante storie interessanti del passato, alcuni segreti sorprendenti ed interessanti testimonianze architettoniche da ricordare e salvaguardare: a buon diritto può dirsi una parte primaria di Sassari. L’area è dedicata al più celebre e curiale Pasquale, la cui figura autorevole di intellettuale troneggia sul monumento del Primo Novecento. Pasquale Tola è stato un protagonista primario della nostra storia più recente: reazionario senatore del Regno d’Italia e rettore dell’ateneo turritano, magistrato e teologo, letterato ed autore del prezioso e complesso “Dizionario biografico degli uomini illustri di Sardegna”. Pasquale è stato l’illuminato promotore della lotta al Feudalesimo in Sardegna ed il legislatore del nuovo Codice Albertino per lo stesso monarca sabaudo, che aveva fatto fucilare a Chambery suo fratello: l’ufficiale e patriota Efisio, nel 1833. Lo sfortunato familiare era stato accusato di “letture sediziose” dallo spietato sistema poliziesco del re, a causa delle sue simpatie mazziniane. Una targa nell’antico palazzo della Piazza Tola – che ospita la prestigiosa associazione culturale Teatro e/o Musica dell’indimenticabile regista Giampiero Cubeddu – lo ricorda dal 1880, grazie all’omaggio della gioventù repubblicana dell’epoca, e circa un quarto di secolo prima della civica statua dedicata al suo cinico ed accorto consanguineo. In epoca anteriore quest’area era conosciuta come “Carra Manna”, dalla misura in pietra adoperata dai grossisti di legumi e cereali per misurare le congrue quantità di merce venduta.

E’ sempre stata una piazza di mercati e mercatini: la recente iniziativa natalizia e gastronomica restituisce con intelligenza la sbiadita dignità a questo angolo importantissimo del capoluogo. Il vociare festoso e nei colori della festa, negli incontri tra popolo e notabili, nella familiare vicinanza di tutte le categorie sociali e delle fasce anagrafiche, era l’abbraccio ideale della piccola città di ieri. Nell’urbanistica nobile ed ordinata della bella superficie quadrata, fanno bella mostra il Palazzo d’Usini del 1577, appartenuto al Duca d’Asinara ed ora sede della rinnovata Biblioteca Comunale. E sul lato destro, l’antica casa patrizia dei Conti Sant’Elia con un panciuto stemma araldico in pietra sulla parete, per ricordare alle future generazioni i quarti di nobiltà del casato. Un’altra nobile casa con piccolo portico sulla parete opposta, e nell’ultimo lato della superficie il ricordo di una Sassari fiorente del commercio e dell’artigianato: si trovava il regno di un barbiere abile e confidente di molti importanti volti della politica e cultura cittadina. Ed ai lati, la catena dei negozi di abbigliamento di un personaggio di rara umanità e generosità, recentemente scomparso: Angelo Basente.

La terra delle bancarelle ora ospita più frequentemente mercatini caratteristici ed eventi musicali, tra l’enoteca ed il pittoresco negozio di animali, la bottega dove si arrotano i coltelli e la sede del partito sardista. L’ultima moda per ritrovare il profumo di questo suggestivo scorcio della città è la nascita di ristoranti caratteristici e di piccole osterie, che ritrovano antichi sapori ed il piacere conviviale di una cena tranquilla. Negli anni ingrati dell’abbandono Piazza Tola è stata l’inaccettabile covo di malfattori e balordi, piccoli spacciatori e personaggi loschi di una malavita di bassa lega, che vagabondava tra i vicoli del centro storico. Il popolare Bar Daniele è stato il silenzioso testimone di questa metamorfosi, dal tenero ricostruire degli Anni Cinquanta alle grandi adunate politiche, dalle contestazioni giovanili al festoso sciamare della movida, dalla crisi degradante alla rinascita intelligente ed operosa. Così tra palazzi storici e blasoni, librerie comunali e martiri, grandi studiosi ed intraprendenti commercianti, pappagallini policromi e cianfrusaglie, fratelli e coltelli, rinasce un’altra parte della nostra vita.

Alberto Cocco

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