Ottocento sassarese 

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IMG-20141106-WA0001Due affascinanti vetrine svelano la città del XIX secolo

Due mostre attraenti in città ci raccontano la Sassari d’Epoca.

Il Museo “G.A.SANNA” ha allestito nelle giornate del 20 e 21 settembre  scorso l’esposizione di mobilia, la bellissima esposizione di manufatti artigianali dell’Ebanisteria ottocentesca.

Questo evento aderisce alle Giornate Europee del Patrimonio – manifestazione giunta alla sua 31^ edizione – e svela il gusto delle case di un tempo lontano “Dall’Arredo Tradizionale ai Fratelli Clemente”, questi ultimi abilissimi falegnami sassaresi di rinomata fama internazionale e di inconfondibile matrice stilistica.

Molti di questi manufatti artigianali di grande pregio sono stati restituiti alla gioia degli occhi dopo molti decenni: i motivi di spazio li avevano costretti ad un mortificante accatastamento in alcuni magazzini comunali.

L’ingresso simbolico ad un euro ha permesso ai visitatori l’eccitante scoperta di un mondo estetico affascinante suddiviso in tre spazi, in attesa del varo di un cantiere biennale che vedrà integrata la mostra da alcuni e rilevanti pezzi aggiuntivi per una presenza permanente nel museo.

Le prime due sale hanno palesato mobili decorati secondo la sapiente arte dell’intaglio: le caratteristiche cassapanche e gli alti seggi, le panche e le sedie di varia foggia sono gli oggetti speciali della donazione di una giovane dama di buona famiglia e nipote del Sanna – Zely Bertolio – purtroppo venuta a mancare prematuramente.

La parte più spettacolare della mostra è quella della sala di Casa Dessena, interamente creata dai Fratelli Clemente per un nobile casato locale: è una rivisitazione etnica dell’imperante liberty, con motivi e segni identitari estesi anche agli arazzi ed i tessuti.

I Fratelli Clemente sono stati artigiani di chiara fama.

Le loro creazioni hanno conosciuto sale e premi delle EXPO di grandi capitali estere, e sono stati punti di riferimento per il buon gusto nell’arredamento di importanti magioni continentali nel Primo Novecento.

Di questa spettacolare sala il pezzo di maggiore eleganza – forse il simbolo della bella mostra – è il magnifico divano con i colori tipici di Desulo.

La terza sala presenta un delizioso salottino degli anni Trenta.

Appartiene alla famiglia Deffenu, ed è un ideale specchio dell’eleganza borghese di una Sassari provinciale e lontana dai clamori del Fascismo.

Una manifestazione di grande richiamo, con il contorno di chitarre, fotografie  didattiche e visite guidate.

Le sale della Frumentaria ci offrono un altro Ottocento.

E’ quello delle Testate d’Autore  giornalistiche, che riportano personaggi e costumi, accadimenti e climi politici e sociali di quel tempo.

L’ingresso di questo curatissimo evento culturale è libero e ci conduce piacevolmente alla conquista dell’evoluzione della grafica editoriale nella nostra isola, delineando il racconto di una stagione molto ricca di fermenti ed iniziative in questo settore.

I principali periodici  della regione – a cavallo tra l’Ottocento e la prima metà del Novecento – sono mostrati grazie a cento pannelli espositivi a cura del Circolo Culturale Aristeo.

Viene ricostruita con grande attenzione l’iniziativa grafica, editoriale e giornalistica della città e del territorio in una fase di impetuosa evoluzione culturale e partecipazione ideologica.

Un’autentica Primavera di riviste e periodici nati in quel tempo per veicolare notizie, idee politiche e sociali, rivoluzioni del pensiero.

La logistica della mostra “Testate d’Autore” presenta una saggia ed organica distribuzione delle sezioni interessate al fenomeno.

La prima parte presenta i giornali politici e satirici.

La seconda racchiude i periodici  umoristici, goliardici e studenteschi della gioventù universitaria delle due grandi città.

La terza sezione è dedicata ai giornali artistici e letterari.

L’ultima parte della rassegna ha i pannelli che guidano i visitatori nella libera e gratuita esplorazione delle riviste scientifiche.

Il lavoro della rete museale THAMUS è stato reso possibile dalla certosina pazienza di Simonetta Castia e Stefano Sero, che con il prezioso contributo dell’illustratrice catalana Claudia Catta hanno fatto rivivere questo mondo di lettering e notizie, personaggi e fermenti di un periodo molto importante dello sviluppo di Sassari.

Uno scrigno di bellezza e storia presentato davanti al Sindaco Nicola Sanna e l’Assessore alla Cultura Monica Spanedda.

Le due contemporanee realtà sono una deliziosa macchina del tempo, che ci fa affacciare al nostro passato con emozione e curiosità.

L’Ottocento del capoluogo turritano attraverso gli oggetti di ebanisteria ed  i caratteri tipografici insegnano un’arte spesso trascurata dai nostri concittadini: la difesa delle radici, che sono una parte di noi.

Francesca Arca

 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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