MURALES: RACCONTI SULLE PARETI

MURALES: RACCONTI SULLE PARETI

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ESPRESSIONI D’ARTE E SENTIMENTO IN UN LABORATORIO A CIELO APERTO

Molti non sanno che la Sardegna non offre solo le più blasonate destinazioni estive. La Sardegna è una terra dalle mille sfaccettature, capace di stupire sempre i propri visitatori (e a volte anche gli abitanti). Stupisce con i suoi sapori antichi, le tradizioni, i paesi dove ancora si respira aria di altri tempi. Naturalmente, offre degli spettacoli senza paragoni, sia marittimi che nell’entroterra, con colori luminosi e particolari. Questi stessi colori vengono offerti anche dall’uomo, nei dipinti che in alcuni paesi si possono trovare nei muri delle case. Parliamo di veri e propri capolavori, una forma artistica di protesta e libera espressione creativa contro il potere: i Murales.

La Sardegna, terreno fertile per i murales nel quale prosperare, accoglie i murales sul finire degli anni sessanta del novecento. Sono una forma d’arte relativamente recente, ciascuno con una storia diversa, a volte molto colorati, a volte con una scelta di colori un po’ cupa. Sono l’espressione di un territorio culturalmente ricco e politicamente attivo. I murales che sono stati dipinti fino agli anni ottanta rappresentano generalmente scene a sfondo politico, critica a volte ironica, e denuncia nei confronti del sistema politico, sardo e nazionale. Sul finire del secolo scorso, invece, i murales si fanno custodi anche del ricco patrimonio che la terra sarda offre, raccontando storie di vita quotidiana, del passato, del presente e del futuro, diventando una forma d’arte per tutti.

Comunicativi e scenografici

Molti i paesi che hanno questa forma d’arte per le strade. Sarule, San Sperate, Fonni, Oliena, Villamar, Serrenti, Tinnusa sono solo alcuni dei paesi che hanno scelto di percorrere questa strada comunicativa. La loro potenzialità comunicativa e scenografica è talmente forte, che quando l’osservatore si ferma a contemplarli ne viene catturato, diventandone immediatamente parte. A San Teodoro, Ozieri, Iglesias e Carbonia le case che costeggiano le vie di trasporto sono diventate nel tempo la tela di questo fenomeno artistico: raccontano i costumi e la cultura della gente che li abitano.

Il paese pioniere, assieme a San Sperate e Villamar, nell’uso di questi strumenti, è Orgosolo.Orgosolo può essere definito la capitale del muralismo italiano: ha circa 150 dipinti impressi nelle vie, che attirano ogni anno, oltre le normali festività e tradizioni, migliaia di turisti. Sono rappresentate il quotidiano della vita pastorale, la miseria e le lotte degli anni Sessanta e Settanta, la quotidianità dei borghi isolani. Gli sitili sono diversi tra loro, passando dal naif al realismo, dall’iperrealismo all’impressionismo.

I murales sardi oggi rappresentano una nuova forma di arredo urbano ma nella maggior parte dei casi mantengono inalterato il messaggio di un’arte collettiva e popolare soggetta ogni giorno al giudizio di chi arriva ad ammirarli.

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