QUANDO LA TERRA TREMA

Share Button

di Roberta Gallo

Il geologo Giacomo Oggiano: «È sbagliato trasporre alla natura le categorie dell’etica umana»

 

Gli effetti del terremoto avvenuto ad Amatrice lo scorso anno (foto Wikimedia Commons)

 

Docente di geologia all’Università di Sassari, dalla forte connotazione empatica, il prof. Giacomo Oggiano elimina le scorie della disinformazione e aiuta a uscir fuori dai viluppi del fatalismo che oltre a limitare la libertà del suo ruolo, circoscrivono la nostra comprensione. Mentre lotta contro la burocrazia e procaccia denaro per la ricerca, tiene vivo il suo incarico con gli innumerevoli interventi e le 1247 citazioni.

Chi è il geologo?

Una figura poco tecnica, poiché la geologia nasce come scienza che ricostruisce la storia della terra. Non è sensibile solo ai processi che accadono attualmente. Certo, oggi vige il principio dell’attualismo, delle piccole modificazioni; cioè non esistono eventi catastrofici che hanno modificato il pianeta, ma piccole trasformazioni, che protratte per tempi lunghissimi, hanno indotto quelle che a noi sembrano catastrofi. Ecco perché non si può inquadrare la natura negli eventi umani. La natura non è buona né cattiva. E trasporre ad essa categorie dell’etica umana è sbagliato.

Secondo lei è una figura sottovalutata?

Non credo. Sono svalutati i finanziamenti messi a sua disposizione.

Cosa dà origine a un terremoto?

Il terremoto è un rilascio di energia elastica che, viaggiando sotto forma di onde elastiche, si accumula e viene liberata di colpo. Ciò che lo induce è una faglia, una frattura tra due blocchi, dopo l’accumulo di ‘stress’, dal rilascio istantaneo. Se il movimento è lento non succede niente, se è veloce porta alla deformazione o faglia sismica appunto. Quando le onde arrivano in superficie interferiscono sbloccando, sollevando e spostando lateralmente. L’energia si incanala là dove ci sono dei centri abitati vicino alla zona sismica.

L’Italia è un territorio altamente sismico, quindi perché non riuscire a prevenire i danni alle persone e agli edifici?

Non si può prevenire un terremoto. Certo si può sapere dove si sta accumulando energia elastica, ma essendo i tempi della geologia molto lunghi, il terremoto potrebbe accadere oggi o fra 300 mila anni. Del resto le normative antisismiche sono recenti – partono dal 1977 – e l’Italia è un paese molto antico. Gran parte dei suoi borghi storici sono medioevali, è logico che crollino. È possibile rendere antisismica l’Italia storica e le case del ‘600 di Amatrice? Credo di no.

Per quanto riguarda il patrimonio artistico e la tutela dei monumenti più significativi si potrebbero spendere dei quattrini per renderli più sicuri. Tecnicamente penso sia possibile, ma ciò che conta sono le vite umane; bisognerebbe ammortizzare dalle fondamenta milioni di case per renderle meno sensibili ai sismi.

Perché in Sardegna non ci sono terremoti? 

Dal ‘600 ad oggi la nostra regione ha avuto tre o quattro terremoti superiori a magnitudo  4 e 4.2, che non è molto. Poi c’è stato 4.8 nella zona di Tempio e più di 4 a Ittireddu. C’è una casistica anche qui, ma la Sardegna ha un’attività sismica talmente modesta che può essere considerata una zona asismica.

 

Pin It

Lascia un commento