LA PUREZZA DI PASOLINI E DE ANDRÈ

LA PUREZZA DI PASOLINI E DE ANDRÈ

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A Palazzo di Città va in scena “La Maledizione dei Puri”

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Ci sono figure così importanti da solcare profondamente chiunque si trovi a rapportarsi al loro pensiero. Pier Paolo Pasolini e Fabrizio De Andrè sono certamente tra queste; personaggi diversi tra loro ma accomunati da una granitica onestà intellettuale e una ricerca poetica che ha sempre dato voce agli ultimi e agli esclusi. Che accadrebbe se Pasolini e De Andrè avessero la possibilità di prendere posizione su alcuni dei fatti più importanti legati alla cronaca odierna? È da questo interrogativo che si apre il percorso dello spettacolo teatrale “La Maledizione dei Puri – Se Pasolini e De Andrè” che sarà in scena a Sassari il 15 maggio a Palazzo di Città, presentato da Origamundi, con il patrocinio della Regione Sardegna, del Comune di Sassari e grazie anche alla collaborazione dell’Associazione Music&Movie. I protagonisti che daranno vita a questo originalissimo spettacolo sono l’attrice e drammaturga cagliaritana Francesca Falchi e il cantautore salernitano Guido Maria Grillo, che divideranno il palcoscenico così come hanno diviso, per oltre un anno, il lavoro di scrittura e di ricerca che ha portato alla realizzazione de “La Maledizione dei Puri”.

«Lo spettacolo nasce con lo scopo di unire sotto un comune denominatore due nostre grandi passioni, Pasolini e De Andrè, che sono anche protagonisti delle nostre scelte in ambito accademico – dice Guido Maria Grillo – io mi sono infatti laureato con una tesi su De Andrè e Francesca con una su Pasolini. Li abbiamo studiati e amati visceralmente e li consideriamo due figure chiave del Novecento. Cosa avrebbero pensato, detto e scritto oggi, alla luce del loro spiccato spirito critico e della loro propensione ad andare sempre in direzione ostinata e contraria, al cospetto di certi accadimenti e certe realtà che noi ci troviamo quotidianamente a vivere?»

«Siamo partiti da ciò che accomuna queste due personaggi – continua Francesca Falchi – cioè la figura di Cristo, affrontata da De Andrè ne “La buona novella” e da Pasolini ne “Il Vangelo secondo Matteo”. A partire da questo abbiamo individuato dieci vicende appartenenti alla cronaca della storia italiana, a cavallo tra il ventesimo ed il ventunesimo secolo, mettendo in luce altrettanti personaggi e utilizzando lo schema dei dieci comandamenti, interpretati però in maniera trasversale. Ne abbiamo dato una nostra personale visione legata a ciascun personaggio e alla sua storia.»

Da Pino Puglisi a Rita Atria, da Donatella Colasanti a Eluana Englaro sono tante le figure che saranno raccontate, ognuna legata a pagine dolorose e spesso mai ben emerse di una storia che rappresenta ognuno di noi e ci identifica nel nostro rapportarci ad un profondo senso di giustizia. Uno spettacolo in divenire, mai uguale a se stesso poichè tanti sono i volti che possono essere mostrati al pubblico che guarda, tanti i nomi e le vicende che potranno essere rappresentati.

«Spesso commettiamo l’errore di credere che il pensiero di chi ci ha appassionato sia finito lì dove è stato costruito  – aggiunge Guido Maria Grillo – e lì si sia concluso. Credo fortemente invece che sia necessario reinterpretarlo alla luce dei tempi della contemporaneità»

Questo è probabilmente lo scopo ultimo de “La maledizione dei puri”: dare a noi un’opportunità di pensiero come “se Pasolini e De Andrè…”

Francesca Arca
© RIPRODUZIONE RISERVATA

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