LA CITTÀ VENUTA DA UNA COLONIA

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di Giambernardo Piroddi

ATTILIO MASTINO: «LA NASCITA DI SASSARI È LEGATA A DOPPIO FILO CON TURRIS LIBISONIS»

Attilio Mastino, docente ordinario di Storia Romana dell'Università di Sassari

Attilio Mastino, docente ordinario di Storia Romana dell’Università di Sassari

 

È possibile istituire un rapporto tra la fine della colonia romana di Turris Libisonis (oggi Porto Torres) alla foce del rio Turritano, e la nascita della città di Sassari attorno alla chiesa di san Nicola? Ben più di un indizio porterebbe a questa ipotesi secondo Attilio Mastino, già Magnifico Rettore dell’Università di Sassari e docente ordinario presso lo stesso ateneo di Storia romana, che insieme a Giovanni Azzena ed Enrico Petruzzi è intervenuto durante il convegno sui settecento anni degli statuti a Sassari, sul tema “Dalla colonia di turris Libisonis al comune di Sassari: la fine della città antica”.

Professor Mastino, di quanti elementi si dovrebbe tener conto se si volesse comprendere a fondo il legame fra Turris Libisonis e l’antica Sassari?

Le strutture urbanistiche, le strade, l’acquedotto, il porto, le necropoli, la cattedrale, sono solo alcuni degli aspetti da affrontare per comprendere il ruolo direzionale della colonia Iulia esercitato sul fertile territorio della Nurra, della Romangia e della Flumenargia durante la lunga età imperiale, l’età vandala e bizantina, per arrivare alle origini del giudicato medioevale. E ancora l’aristocrazia terriera, le magistrature, il senato cittadino, l’organizzazione del culto imperiale su base locale e provinciale, la presenza di funzionari imperiali, il populus e il vulgus di età tardo antica, passando per il culto dei gloriosi martiri turritani Gavino Proto e Gianuario e la nascita della diocesi. Sono tutti elementi che debbono essere valutati singolarmente per definire le caratteristiche di quello che non fu soltanto un semplice travaso urbano verso la villa di ‘Sassaro’.

Dunque non è corretto parlare esclusivamente di ‘passaggio’?

In realtà assistiamo ad una vera e propria rifondazione, una sintesi rinnovata che parte da un territorio ricco di ville rustiche che pian piano si trasformano in villaggi, densamente abitato.

Quale allora l’origine degli Statuti sassaresi di cui celebriamo i settecento anni di longevità?

Sembra accertato che gli Statuti sassaresi, nella loro preziosa versione “genovese” in latino e in quella in logudorese di sette secoli fa, affondano le proprie radici in un corpus di norme ben più antico, certamente pisano, ma che eredita usi e tradizioni locali che rimandano alla cultura bizantina e romana.

Dall’area costiera di Turris Libisonis a Sassari: due città distinte?

La nascita di Sassari segna davvero un’altra storia, ma forse abbiamo gli elementi per spiegare le motivazioni profonde, le cause di quello che finisce per essere un trasferimento di funzioni, ma che implica anche la prosecuzione di relazioni profonde dell’area costiera con il nuovo polo urbano. Dunque dobbiamo indicare e prendere in considerazione gli elementi storici, epigrafici, archeologici e in senso più ampio topografici che ci consentono di comprendere la storia del territorio attraverso la strutturazione delle due città.

Ci si può fare un’idea della fisionomia topografica di quella neonata Sassari?

Facilità di approdo, fertilità del retroterra, giacimenti minerari, l’individuazione in tempi recenti di un nuovo tratto delle mura cittadine in via Ponte romano e di strutture attribuite ad un sistema difensivo in via Mazzini, consente di definire con maggiore precisione i limiti della città sul lato orientale e porta ad ipotizzare l’esistenza di porte monumentali d’accesso alla città: una nel settore compreso tra via Azuni, il Corso e via Ponte romano da cui potrebbero provenire le statue togate individuate presso l’attuale Piazza del comune, ed una in via Mazzini dove è emerso un tratto di una struttura interpretabile come porzione residua di una torre.

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