Incontro con le istituzioni: SILVIO LAI

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Intervista a  cura di Roberta Gallo

 

<<Credo che la nostra isola possa uscire dalla crisi soprattutto grazie alle proprie eccellenze, e quelle del settore agroalimentare sono un valore aggiunto della nostra economia>>

 

 Bachisio Silvio Lai, senatore della Repubblica, eletto nella lista del partito democratico, poliedrica figura, svolge la sua attività in maniera incessante e produttiva. Oltre agli impegni a Roma in aula e in commissione – a cui tra l’altro si è aggiunto quest’anno quello di presiedere la commissione d’inchiesta parlamentare sul disastro della Moby Prince – approfondisce i temi e le questioni affrontate in senato. Senza lesinare gli incontri con i cittadini.

Dopo l’addio alle compagnie Low Cost e la crisi del turismo, è arrivato il tempo di rafforzare in Italia e in Europa il principio   dell’insularità?

Rispondo con una domanda. C’è la crisi del turismo o è la crisi di un turismo come lo abbiamo pensato 30 anni fa? Non è forse vero che siamo di fronte ad un mercato che cambia così velocemente che richiede capacità di adattamento molto superiori a quelle che abbiamo finora mostrato? Abbiamo centinaia di migliaia di seconde case costruite negli anni 70 e 80 che sono fuori mercato e non abbiamo sufficienti posti letto negli alberghi. Il turismo richiede proposte tutto l’anno e le nostre strutture sono adatte solo per l’estate. Bisogna fare in modo che nel nostro sistema turistico possano convivere il turismo più elitario con quello delle famiglie e, soprattutto, dei giovani. Solo in questo modo potremo essere realmente competitivi. Quanto alle compagnie low cost, salvo Ryanair, le altre hanno incrementato la loro presenza e i dati lo dicono, ma questo non cambia la necessità di affrontare scelte strutturali profonde per trasformare il nostro turismo artigianale in una industria del turismo, come in alcune parti della Sardegna hanno già saputo fare. Certamente la scelta di Ryanair ci ha danneggiato. Mi auguro che non sia un addio ma che si trovi una soluzione in grado di consentire di confermare la loro presenza. Il Governo ha da poco mantenuto gli impegni sulla sospensione dell’aumento delle tasse aeroportuali e si va verso la soppressione definitiva. Era la richiesta principale di Ryanair ed è stata accolta. Ora attendiamo il pronunciamento dell’UE sulla famigerata legge 10, voluta e varata dalla giunta Cappellacci che ha portato ad una procedura di infrazione e ad un sostanziale blocco della possibilità di erogare contributi pubblici alle compagnie low cost. Per quanto riguarda l’insularità l’Europa riconosce già le peculiarità delle regioni insulari e ultra periferiche, quelle che hanno una densità di popolazione inferiore alle 8 persone per kmq. Resta il fatto che per un’isola come la nostra, l’accesso ai nuovi diritti, come quella alla mobilità, è estremamente più difficoltoso e per molte persone, non poche, come nel caso previsto dalla Ue. Certamente dallo Stato Italiano dobbiamo provare ad avere di più sapendo che la marginalità di alcune aree del mezzogiorno spesso è più grave rispetto alla nostra.

Come è possibile che non si riesca a creare una filiera organica indirizzata alla valorizzazione delle eccellenze alimentari sarde?

Quella della valorizzazione delle eccellenze alimentari sarde è una questione che ho già sollevato ed affrontato nella mia attività parlamentare. Credo che la nostra isola possa uscire dalla crisi soprattutto grazie alle proprie eccellenze, e quelle del settore agroalimentare sono un valore aggiunto della nostra economia. Penso che prima di tutto sia necessario trovare gli strumenti per garantire sia l’origine che la tracciabilità dei nostri prodotti. Altrettanto importante è fare in modo che le nostre realtà imprenditoriali, soprattutto quelle più piccole, possano mettersi in rete fra di loro, creando un vero e proprio network in grado di accedere alle opportunità di internazionalizzazione.

Le attività associative e di volontariato sono una grande risorsa della nostra regione. Che cosa manca per adeguarle?

Vengo dall’associazionismo e dal terzo settore dunque non posso che essere d’accordo sul fatto che sia una risorsa imprescindibile, non solo per quanto riguarda i servizi che vengono offerti e che spesso si sostituiscono a quelli pubblici ma anche per le potenzialità occupazionali.  Per stare al passo coi tempi serviva una legislazione che rispondesse a tutte le esigenze del settore e il Parlamento l’ha appena approvata con la delega al Governo per la riforma del terzo settore. Tra le altre cose è prevista la riforma dei centri servizi per il volontariato ma anche una semplificazione della normativa fiscale e la revisione della disciplina riguardante le imprese sociali. Si tratta di un provvedimento molto atteso che ora speriamo possa essere definitivamente approvato anche dalla Camera.

Il nuovo statuto è una priorità. La città metropolitana di CA non è un pericolo per lo spopolamento ed il depauperamento della Sardegna?

Il tema non è la città metropolitana ma la gravissima crisi demografica che da molti anni colpisce la Sardegna e l’Italia. L’aggregazione delle persone favorisce il lavoro e i servizi ma se le persone mancano, se non nascono più bambini, il problema sta a monte, nelle nostre politiche per la natalità e la famiglia. Servono politiche europee e nazionali, serve un approccio diverso con le migrazioni e in Sardegna, servono politiche contro lo spopolamento che passano attraverso i pochi spazi che la politica ha, come scegliere se le istituzioni vanno concentrate o diffuse. Certamente la concentrazione aiuta la semplificazione delle relazione tra poteri, ma incede sulla possibilità per le persone di abitare nel posto dove sono nate. Altro è il tema della competitività tra nord e sud dell’isola. Io penso che la rete metropolitana sia un pannicello caldo, Cagliari è distante e Olbia è sulla corsia di sorpasso: avere in un unico comune porto e aeroporto e intorno a sé una vocazione netta e un’identità chiara è ciò che manca a Sassari e al suo territorio. Serve una scelta coraggiosa e in tempi brevi per colmare il gap istituzionale, assumere una posizione chiara per lo sviluppo del nord ovest e tentare di recuperare velocità.

Come è concepibile il mancato utilizzo di risorse comunitarie?

Intanto la Giunta regionale ha recuperato in un anno quello che non era stato speso in 5 anni e la Sardegna è dietro Basilicata e Puglia sulla percentuale di fondi spesi. Ci sono responsabilità politiche chiare dunque nella quantità della spesa, meno evidenti sulla qualità della spesa. Ad esempio, non è colpa della politica se tra una decisione e la realizzazione di un bando per le imprese passano anche 30 mesi, tempo che mette fuori mercato qualsiasi progettazione economica, né le può essere attribuita la scelta di non stabilizzare la tipologia dei bandi, in modo da dare un punto di riferimento alle aziende che ogni due anni si trovano un’invenzione davanti e, se hanno perso un treno, non ne trovano uno analogo.

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