IN VINO VERITAS

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Gabriele Palmas porta avanti con successo ed entusiasmo la cantina di vini fondata dal padre

Il presente è fatto di riconoscimenti e gratificazioni dopo tanto lavoro. Il passato è custode della passione del padre, l’avvocato Giuseppe Palmas, appassionato di viticoltura, che impiantò uno dei primi vitigni nella Nurra, fondando di fatto la prima cantina di Sassari. Oggi il figlio Gabriele Palmas, titolare dell’omonima cantina sita nella vecchia e suggestiva strada verso Alghero (statale 291), fa incetta di premi.
Entrato in guida Vini d’Italia 1999, Slow Food Arcigola Editore (Gambero Rosso), con il riconoscimento “Due Bicchieri”, è stato premiato al primo Concorso Enologico Nazionale Vermentino, tenutosi a Monti presso l’Enoforum nei giorni 27 e 28 ottobre 2017. A ricevere la medaglia d’oro il Vermentino di Sardegna DOC 2016 “Solotredici”.

Gabriele, quali sono le caratteristiche di questo vino?
Solotredici è un vino ad alta bevibilità, profumato e leggero, con una gradazione alcolica più bassa rispetto ai canonici 14,50. Per queste ragioni è stato apprezzato moltissimo, ne abbiamo venduto circa cinquemila bottiglie, specialmente nel settore Ho.Re.Ca., con una buona quota di estero: questo vino è andato in Svizzera, Belgio e Repubblica Ceca.
Affianchi ai vini sardi quelli internazionali e migliorativi, perché questa scelta?
In passato mio padre, da buon appassionato, aveva coltivato, a parte il Vermentino, il Sangiovese e il Barbera. Quando ho rinnovato i vitigni, ho mantenuto il Vermentino e piantato due ettari di Cannonau. Inoltre ho avuto modo di affiancare vitigni internazionali che esprimono molto bene, come il Cabernet Sauvignon e il Syrah.
A proposito, anche questo è un piccolo primato, perché siamo stati tra le prime cantine in Sardegna ad aver imbottigliato quei vini in purezza.


Ci descrivi il tuo vigneto? Coltivi altre piante e frutti?
La vigna ha un’estensione di quindici ettari. Il resto dell’azienda è coltivata a oliveto, seminativi e macchia mediterranea. È un paesaggio che ti porta un po’ nelle Langhe, un po’ in Toscana.
Quali ambizioni per il 2018 e quali i progetti futuri?
Siamo ripartiti da un piccolo primato del passato, quello di essere stati la prima cantina di Sassari ad avere imbottigliato un vino. Abbiamo poi dovuto bloccare la produzione per circa dieci anni e siamo rientrati sul mercato a partire dal 2008, perché i vigneti bisogna ripiantarli e curarli. La qualità col tempo è emersa. Con mia moglie portiamo avanti un’azienda che ha delle grosse potenzialità. Attualmente siamo specializzati nella produzione di uva e nella commercializzazione di vini.
Stiamo imbottigliando migliaia di bottiglie, in numero quasi uguale per ciascuna etichetta, di cui quattro DOC.
L’ambizione e la grande sfida di questi anni sarà duplice: intensificare la produzione e portare in cantina il concetto di wine room, ovvero accogliere appassionati, clienti e curiosi nella nostra tenuta, offrendo degustazioni e percorsi enoganostronomici ad hoc.

 

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