FRANCESCO MARRAS, IL TEMPO DI VOLARE

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È uscito il nuovo disco del chitarrista sassarese: “Time Flies” dà spazio alla melodia

Presentati, brevemente, ai nostri lettori. Chi è Francesco Marras?

Sono un chitarrista, compositore, turnista e session musician. Ho iniziato il mio percorso nel 1999 con la registrazione, insieme alla mia band metal Screaming Shadows, di un demo di 4 pezzi originali. Da quel momento abbiamo registrato altri lavori fino ad ottenere un contratto discografico. I dischi ìIn the name of Godî del 2006, ìNew era of shadowsî del 2009, sono stati pubblicati dalla My Graveyard Productions, mentre ìNight Keeperî del 2011, dalla Jolly Roger Records. Sempre nel 2011, con il disco ìBlack Sheepî, ho iniziato anche la mia carriera solista, portata avanti fino ad oggi, con la pubblicazione di ìTime Fliesî, il mio nuovo disco solista strumentale.

“Time Flies” è il tuo ultimo album da solista. Interamente strumentale, hai dato molto spazio alla melodia…

Era uno dei miei obiettivi. Durante la composizione dei brani, ho prestato molta attenzione alla musicalità, da sempre al centro del mio stile chitarristico. Melodie riconoscibili, memorizzabili, ìcantabiliî e soluzioni compositive personali, facendo attenzione alla scelta delle note e dosando tecnica e velocit‡ proprio perché non volevo ottenere un semplice sfoggio di tecnica chitarristica. Volevo produrre un album che potesse piacere agli ascoltatori di musica strumentale, ma anche a chi Ë abituato al cantato. I 12 brani presenti su ìTime Fliesî spaziano dal metal allíhard rock, dal rock con influenze funky o blues al progressive.

Come Ë nata la tua passione per lo strumento e  a quali chitarristi ti sei ispirato maggiormente?

Ho scoperto il mio amore per la musica quando avevo circa 8 anni. Ho deciso di suonare la chitarra grazie agli Iron Maiden, la mia band preferita.
Da lÏ in poi ho scoperto altri generi musicali e altre sonorità. Nel mio disco si possono sentire le influenze di molti chitarristi: da Joe Satriani a Yngwie Malmsteen continuando con  Steve Vai, Nuno Bettebcourt, Adrian Smith, Vinnie Moore, Phil Collen. Grazie a loro ho imparato la scrittura di un assolo di chitarra e  sopratutto come dargli un senso logico. Esattamente come in un discorso, fatto di frasi, domande, risposte e pause.

Nel nuovo album tanti ospiti. Musicisti locali ma anche nomi noti del circuito rock nazionale.

In questo disco ho coinvolto tanti amici musicisti con cui ho avuto il piacere di suonare in diverse situazioni, a partire da quelli sardi come Marco Garrucciu, Andrea C. Pinna, Pier Piras, Gianfranco Foddai; e poi Alessandro Del Vecchio, Mattia Stancioiu, Anna Portalupi, Nicola Mazzucconi, Edo Sala, Ernesto Ghezzi, ed infine esteri come Daniel Flores e Kevin Plutta. Ma la collaborazione più importante del disco Ë stata quella con Jason Rullo dei Symphony X, è stato un vero onore riuscire a coinvolgere questo grandissimo musicista che ho sempre ammirato nei dischi della sua band

Non tutti sono a conoscenza dei sacrifici  e delle difficoltà che stanno dietro la realizzazione di un album.

Sì, non solo dal punto di vista economico, ma anche organizzativo. Seguire le varie fasi del lavoro in differenti studi di registrazione; gli ospiti, i video maker, i grafici per copertina e artwork, il fotografo, il centro stampa per le copie fisiche, la SIAE per le varie pratiche. Di solito nelle grosse produzioni, per gli artisti che hanno un management ed una casa discografica che li supporta, i compiti sono divisi; per me, che oltretutto sono un solista e non una band, Ë tutto sulle mie spalle.
Compresa la mia chitarra.

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