Il nostro caro Angelo

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Una festa popolare in Piazza Tola per ricordare Basente

E’ stata una commovente rimpatriata.

Il grande palco – che voltava le spalle alle gotiche bifore ed al portone del maestoso Palazzo d’Usini – è stato allestito in poche ore.

Si sono piacevolmente alternati i numeri di ballo latino-americano della scuola “ Gran Ballo New Dance ” di Alex Pinna e Caterina Muntoni ed i sensibili oratori, le canzoni del folk più genuino di Giovannino Giordo e l’arpeggiare virtuoso della chitarra di Virginio Zinnarosu, i garbati e professionali presentatori Maria Speranza Russo e Maurizio Zolesi e le recenti creazioni di un nipote molto speciale, oggi diventato uno dei migliori stilisti di moda della nostra regione.

Un autentico bagno di folla ha rappresentato l’abbraccio tenero e nostalgico di Sassari al suo  caro Angelo Basente.

Gli amici ed i conoscenti, i curiosi ed i turisti hanno reso omaggio con la loro presenza ad un grande commerciante, che nella Piazza Tola dei mercatini e delle nobili magioni, delle botteghe e degli storici bar aveva creato il suo regno di arguzia e di innata comunicativa.

Angelo è stato un protagonista indimenticabile e generosissimo della sassareseria più autentica e vivace, loquace e gaudente.

Il suo sorriso inconfondibile e l’amabile aria di simpatico borghese – mai dimentico delle sue origini popolari – lo rendevano particolarmente caro alla gente: era un amico di tutti ed una figura molto popolare.

Angelo Basente era molto più che un grande commerciante di abbigliamento ed un abile mediatore d’arte moderna.

Per molti anni la sua frequentatissima catena di negozi – disseminati tra la storica piazza del centro storico e le vie moderne dello shopping – ha dettato le tendenze  ed anticipato i cambiamenti della moda.

Era un vulcano di vitalità ed irrequietezza.

Amava le cene tradizionali con gli amici di sempre ed i pittori.

La passione per il mondo figurativo è stata indirizzata verso il suo innato bernoccolo degli affari: ha insegnato a tanti la scelta di una tela di qualità ed estro, che si distinguesse dalla crosta del mercatino di quartiere.

Un’altra grande passione era il mare.

Angelo adorava la nautica ed i tuffi nelle acque della Riviera del Corallo, il relax in spiaggia con i familiari ed il vento in faccia.

Dopo una settimana di vendite ed appuntamenti con i rappresentanti delle grandi case di sartoria e confezioni, era una fuga obbligata.

Nel respiro delle onde e tra gli scafi dolcemente dondolanti sul molo del porticciolo turistico ritrovava la sua energia esplosiva e lo spirito indomito di guerriero ed eterno ragazzo innamorato della vita.

Le feste danzanti erano un’altra passione di una stagione ormai perduta di veglioni e gala in smoking, dame impeccabili e conversare amabile della bella gente accanto al palco dell’orchestrina.

Angelo non riusciva proprio ad arrendersi allo scorrere del tempo, con la sua positività naturale e l’invidiabile inclinazione nel trasmettere fiducia e ottimismo verso le avversità della vita, che aveva sempre affrontato e temperato con serena bonomia e sassarese fatalismo.

Amava i giovani e promuoveva i loro sogni. La sua prodiga vocazione al mecenatismo metteva spesso mano al portafoglio per una giovanile gara di cantanti emergenti o per una sfilata di moda al Teatro Verdi, tra galanti e rispettosi omaggi alla bellezza delle giovani indossatrici ed un oceano di consigli al presentatore per la promozione del suo marchio.

Basente controllava tutto. Era una santabarbara di iniziative, e con maniacale cura suggeriva ai collaboratori la migliore strategia del marketing. Era un uomo molto intelligente ed attento, che sapeva ascoltare con umiltà i buoni consigli; e spesso si scopriva pioniere delle nuove tecniche di vendita e pubblicità, per continuare ad essere un primattore del mercato.

Eravamo amici. Ho presentato tante passerelle dedicate agli arrivi di moda giovane per una clientela femminile giovane ed esigente. Andavo nel suo negozio, dove compravo i miei abiti.

Tante volte avevo già scelto, ed arrivava lui con uno sguardo ironico e clinico: arrivava il dietrofront e decideva al mio posto, facendomi indossare il completo ideale e poi portandomi al bar per un lieto brindisi. Gli presentavo le ragazze scelte in passerella e puntualmente retribuite con signorile puntualità.

Insieme studiavamo le parole giuste per raccontare la nuova collezione.
Un giorno mi ha segnalato per il mio tour di moda un giovanissimo nipote geniale ed ambizioso, piccolo di statura e di sfrenata fantasia.
E’ stato il suo affettuoso testamento .
Quel ragazzino è diventato il mio amico Roberto Stella, uno dei maggiori stilisti isolani e scopritore della stupenda Francesca Rossi.
Angelo Basente sapeva guardare lontano con i suoi occhi marinari.

Alberto Cocco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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