Il mistero del fado

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TeresaSalgueiroCostabissaraUna sirena portoghese incanta con i suoni antichi della sua terra

E’ una voce che arriva dall’anima. Un suono tenero e remoto, antico ed ancestrale, sottile ed armonioso: come il canto ammaliante di una sirena lusitana si affaccia all’immensità dell’Atlantico dalle meravigliose coste dell’Algarve. “O Misteiro” è  l’ultima fatica di una giovane ed inimitabile artista portoghese, che ha conquistato il mondo con le superbe arie della formazione Madredeus, prima di regalare il bellissimo incarnato di madonna al successo di Wim Wenders e del suo “Lisbon Story”.

Teresa Salgueiro ha conquistato la platea sassarese del Teatro Comunale con il concerto della rassegna “I grandi interpreti della musica”. Il sesto disco della sua folgorante esperienza artistica – iniziata nella verde stagione dei suoi diciassette anni con il produttore artistico e chitarrista Pedro Ayres Magalhaes – ci restituisce una Teresa meno rigorosa ed ortodossa nella ricerca delle sonorità esecutive. Questa volta il concept varia dal tradizionale fado della sua terra e della leggendaria Amalia Rodrigues al folk struggente e contadino dell’entroterra portoghese, con alcune raffinate contaminazioni del jazz e di ieratici canti religiosi dei conventi di una regione, che accoglie e difende i misteri emozionanti di Fatima ed il destino del genere umano.

L’album “O Misteiro” non è proprio recente. E’ stato pubblicato due anni fa, ed ha conquistato un lusinghiero successo di critica e di pubblico con alcune date internazionali. Ma è la presentazione tardiva ed ufficiale nel nostro paese, che ama moltissimo il suo timbro emozionante e lieve.

Le canzoni sono il prodotto collettivo di un ritiro spirituale e creativo, dolcemente imposto dalla cantante agli altri musicisti coinvolti: il chitarrista Graciano Caldeira, il fisarmonicista Carisa Marcelino, il contrabbassista Oscar Torres ed il percussionista Rui Lobato. Lo studio di registrazione è stato creato nel cinquecentesco convento di Arrabida, con il chiostro intorno alla campagna silenziosa ed immacolata, lontana dal mondo e dalle sue tentazioni. Si è creato così un delicato e suggestivo ponte tra le differenti memorie e percezioni, tra i diversi sogni e le esperienze precedenti dell’ensemble. Il risultato è questa straordinaria collezione di cose nuove, che racchiudono secolari suggestioni ed echi di antiche processioni, sussurri di un rosario del cuore e liquide atmosfere di matrice acid. Ci sono anche frammenti delle melodie imparate e masticate sulle strade del Bairro Alto di Lisbona dalla ragazza di Amadora, che ha scoperto il proprio grande talento e la superba bellezza nei locali fumosi e densi di varia umanità della capitale, prima di guadagnarsi la gloria.

La storia di Teresa Salgueiro è un sogno. Girare il mondo con un gruppo affiatato e di grande talento, imporre la cultura della nazione di origine nei maggiori teatri del pianeta con tanti dischi venduti – oltre cinque milioni di copie per gli undici album dei Madredeus – è un raro privilegio. Dal fado e la bossanova con il valente violoncellista Francisco Ribeiro, l’incantevole fisarmonica di Gabriel Gomes e le tastiere morbide di Rodrigo Leao , la sua esperienza ha tracciato la strada. Il suo primo lavoro da solista è stato “Obrigado”. Il materiale vanta alcune preziose collaborazioni, come quella del maestro brasiliano Caetano Veloso. Sono poi stati scanditi dal tempo gli altri: “Voce e eu”, “La Serena”, “Silence, Nights and dreams”, e “Matriz”.

L’abbraccio di Teresa con la nostra Sardegna è stato totale. La Salgueiro è una studiosa attenta del patrimonio folkloristico dell’Europa mediterranea: e la nostra isola è un vero giacimento, che ha promesso di esplorare con passione e studio nei prossimi anni. L’amore e gli applausi frenetici della gente saranno un viatico ideale. Anche il silenzio ed il vento forte della Sardegna sono onde, che la carezza di una voce antica e misteriosa saprà trasformare in musica e richiamo.

Alberto Cocco

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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