IL MARE D’INVERNO

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di Roberta Gallo

Alessandro Masala realizza i 102,7 metri in apnea nelle acque dell’Asinara

Masala

 

Un giorno di fine ottobre per superare il record sardo di apnea: 102,7 metri di profondità nelle acque dell’Asinara. Quelle limpide, di casa. Per Alessandro Masala, turritano doc, il mare è ragione di vita. Glielo si legge nello sguardo che ne riflette il colore, e lo racconta il suo sogno di bambino custodito a lungo negli abissi marini e afferrato al volo, in una manciata di minuti. Apneista e istruttore dell’Apnea Academy di Umberto Pelizzari, ha la passione per il canto e ben lo accorda alla compensazione dei suoi tuffi no limits. Lo incontriamo assieme a Gigi Aru, istruttore per bambini e parte integrante della scuola, in una piacevole e formativa chiacchierata.

Alessandro, un’impresa straordinaria la tua, realizzata in 2’40’’volutamente con la maschera. C’è un motivo tecnico particolare?

Utilizzare la maschera è più difficile ma rende lo sforzo più stimolante. Avrei potuto indossare gli occhialini, ma sarebbe stato un escamotage per arrivare prima a certe quote. Anzi, al mio ideale di configurazione mancano le pinne.

Interessante … chiarisci il concetto

Si forma dell’aria all’interno della maschera che per effetto della pressione viene sottoposta ad una riduzione del volume, quindi è necessario introdurre altra aria per compensarla. Esempio: se una maschera ha un volume di 100cc in superficie, a 100 metri ha un litro di volume che si deve espellere dai polmoni, e a certe profondità diventa veramente difficile. Essendomi dedicato per tanti anni alla compensazione evoluta, dove si insegna ad utilizzare anche la maschera, riuscire a metterlo in pratica è una soddisfazione per me e gli allievi della scuola.

Hai un team che ti segue?

Certo. Il safety è parte integrante di questa specialità. Senza, sarebbe impensabile. C’è tutta una rete di assistenza che sta sul gommone e con cui si crea una forte empatia. Oltre a Gigi, ne fanno parte: Andrea Secchi, Stefano Marras, Ivano Manzo, Fabio Pes, Cico Natale e Luca Fois . Un sistema di sicurezza che calcola ogni dettaglio.

E se dovesse esserci un’emergenza?

Risponde Gigi: <<è impossibile intervenire a quelle profondità. Ecco perché c’è un sistema di contrappeso al quale l’apneista è legato. Quest’ultimo viene tirato su, e quando arriva ad una distanza tale da poter intervenire, noi scendiamo in acqua>>.

Alessandro hai avuto paura durante l’impresa?

Una componente di paura c’è sempre perché sai che ci sono dei potenziali rischi e, anche se il nostro team di lavoro è proiettato verso ciò che può accadere, al mare conviene sempre dare del “voi”.

Hai battuto il record del grande Maiorca!

Sì, però non è minimamente paragonabile. Intanto quello di Enzo è il record del mondo. All’epoca è stato l’uomo che è riuscito ad andare più in profondità. Ora “siamo nani sulle spalle di giganti”.

Il tuo mentore è Umberto Pelizzari,che consigli ti ha dato per questo traguardo?

Facendo riferimento al precedente, ha detto: <<Da 85metri a 100metri c’è una bella differenza,solo tu puoi sapere. Se le sensazioni sono buone, vai! Stai concentrato, se vedi che non va ti blocchi>>.

Il Cala d’Oliva Diving Center, nell’Asinara, è l’unica scuola di apnea a Porto Torres, e vanta il merito di coadiuvare l’Apnea Academy di Pelizzari coinvolgendo nei suoi progetti anche i bambini.

Sì. La prossima estate riproporremo un programma che ha avuto come scopo l’educazione al rispetto del mare e della natura: la didattica KAD. Branca della scuola di Apnea Academy che avvicina i bimbi alla subacquea avvalendosi del gioco. Ciò che più li appassiona.

Qual è il tuo prossimo obiettivo da apneista?

Tuffo profondo con pinne e maschera. Un giorno mi piacerebbe arrivare ai 150 metri.

Ad maiora, Alessandro!

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