Il lavoro è una perdita di tempo

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lavoroSe una banca vi concedesse ogni giorno 86.400 euro sono sicuro che voi sapreste cosa farne.

Se, però, il monito fosse quello di spenderli tutti entro la stessa giornata allora il compito diverrebbe più arduo. Direte ora che questa è una situazione improbabile se non impossibile, invece una banca del genere esiste: si chiama tempo.

Ogni giorno avete 86.400 secondi da poter spendere e spetta a voi farne buon uso. Se così non fosse sareste gli unici a rimetterci. Vivere il presente, senza pensare al domani, serve proprio ad ottimizzare le vostre azioni orientandole alla salute, al successo e alla felicità. Imparare a gestire il tempo, soprattutto nel mondo del lavoro, riduce lo stress e saperlo tenere sotto controllo vi porterà ad essere più produttivi.

Provate a smettere di concentrarvi sulle diverse attività da svolgere e a porre l’attenzione sui risultati. Le attività diverranno automaticamente un percorso verso la meta. Usando il pensiero lineare riuscirete ad ottimizzare il tempo e, cosa non da poco, coordinarvi con gli altri.

Ma andiamo per ordine. Occorre innanzitutto capire qual è il vostro modello mentale, osservare poi come organizzate le vostre giornate ed infine capire come migliorare la visione del tempo. E’ possibile, per esempio, che siate persone non organizzate ma dotate di un’ottima memoria, tale da ricordare ogni singola attività. Oppure l’esatto opposto, quindi tipi da organizzazione a tavolino, che eseguiranno in maniera pedissequa l’agenda prefissata. Diverso ancora se, per organizzarvi, abbozzate un piano di lavoro ma di volta in volta lo calibrate con gli obiettivi prefissati. Infine potreste appartenere al gruppo di coloro che vivono nel concetto di “priorità”, scegliendo sempre ciò che è in linea con i valori che la animano. Ebbene, tra le quattro tipologie, sappiate che quest’ultima è la più apprezzata.

Come possiamo migliorare quindi il modo di agire? Una soluzione efficiente sarebbe quella di ragionare per obiettivi. Non fatevi ingannare però, non è così semplice. Si inizia sempre col mangiare il proprio elefante un morso alla volta, ma si finisce poi col pagare il conto con la propria integrità personale. Ricordatevi che la fiducia in sè stessi è una merce rara e preziosa, è un delicato equilibrio tra onestà ed abilità nel mantenere gli impegni assunti. Se si rimane in equilibrio la fiducia diventa più solida.

Ci sono però due aree di disagio in cui si può incappare nel corso di questo processo: non raggiungere il risultato oppure raggiungerlo pagando un prezzo troppo alto. In entrambi i casi il rischio è che subentrino in petto il cinismo e la razionalità esasperata, elementi deleteri per raggiungere qualsiasi meta. Ma non da meno sono l’iper-ottimismo o l’eccessiva sicurezza, che possono portare al medesimo blocco. Capita infatti di porsi mete irreali, senza alcuna autoconsapevolezza, miraggi privi di senso pratico in cui ci si perde senza neppure un perché. Agli obiettivi concreti quindi, dobbiamo aggiungere i cambiamenti esterni, le nuove opportunità. Risiede qui la capacità degli individui nel saper cogliere l’attimo, la virata giusta per gestire opportunamente le tappe in vista dello scopo. Chi si renderà statico, chi inforcherà i paraocchi, perderà purtroppo queste occasioni di sviluppo.

Se si conosce la meta infatti si ha sempre la possibilità di riformulare il percorso migliore – sì, proprio come fa il navigatore della vostra auto! – senza perdere mai la propria integrità. Quando poi alla meta si unisce il principio che la anima, nessun progetto o nessuna gestione di lavoro saranno più gli stessi!

Comprendendo il senso di ciò che state svolgendo, coinvolgerete nel raggiungimento dell’obiettivo le quattro principali doti umane: COSCIENZA, IMMAGINAZIONE, AUTOCONSAPEVOLEZZA e LIBERO ARBITRIO.

Ricordate che più le vostre mete saranno definite in maniera reale, più saranno realizzabili per voi e per i vostri collaboratori. Non dimenticate quindi il contesto, le tappe giornaliere e la lista dei “forse”. Questo perché i “FORSE”, quando sono espressi nella maniera giusta, possono sempre diventare dei “SÌ”. Sappiate quindi affidare gli incarichi anche ad altri, smettete di ragionare da supereroi e abbiate rispetto per i talenti altrui. E’ vero che ci vuol tempo per allineare le persone al vostro operato ma vi sono anche pregevoli vantaggi: avere più tempo nella gestione di ogni settore e possedere persone esperte per gli incarichi futuri. Non fidarsi sarà anche meglio ma fidarsi è bene. E’ solo questione di “TEMPO”. Lo capirete.

Daniele Spanu

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