Il cinema non è un paradiso

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Baci celebri e rimpianti nel racconto di    Giuseppe Tornatore

 A Stintino è tempo di baci.

Non parliamo di quelli furtivi ed appassionati – tra vecchi e giovani  amanti – sulla sabbia bianca e tra le calette trasparenti della Pelosa.

L’incontro con il grande regista italiano Giuseppe Tornatore è stato l’atto conclusivo dell’interessante cartellone di Stintino ChiAma al Country, fra scrittori e cantautori, intellettuali e giornalisti di grido.

Il grande maestro del tenero ed indimenticabile “Nuovo Cinema Paradiso” e dell’emozionante “La leggenda del pianista sull’ oceano” si è offerto ad un uditorio molto numeroso e partecipe per rievocare la stagione del Technicolor e del Cinemascope, del proiettore a manovella e dei kolossal, delle lacrimose storie d’amore e dei peplum.

Il cinema non è più da tempo un paradiso.

L’avvento del digitale e la nascita delle multisala ha disperso da tempo la magia dell’incontro del pubblico con le storie ed i suoi protagonisti, le atmosfere coinvolgenti e le storie del grande schermo consegnate alla commozione universale ed all’immaginario collettivo.

Dell’età dell’oro restano titoli, che sono la sintesi della Decima Musa.

E questa grande galleria potrebbe essere cavalcata dalle locandine e dai manifesti di film mitici di ieri, che il bellissimo libro fotografico del grande regista palermitano – ricavato dalla meravigliosa collezione di  Filippo Lo Medico – fedelmente consegnano alla nostra memoria, quasi come un postumo omaggio ad un perduto amore con il corredo di immagini di Giovanni Lo Curto e Valentina Murabito.

Il collezionista  di baci” è molto più che una ricostruzione paziente ed amanuense degli incontri di labbra famose ed invidiate, che hanno fatto trepidare e palpitare intere generazioni di cinefili.

Nel suo prezioso documento abitano i volti di amati beniamini, che hanno incendiato le suggestioni dei nostri genitori, quando le sale dei cinematografi erano la fuga dal controllo severo delle famiglie e le buie alcove dei primi approcci alla ragazza da conquistare.

In questi film indimenticabili esiste una parte nascosta della nostra vita: perché quello che oggi siamo è nato da quei decenni di ingenua passione e  di voglia di sognare, avventura e fuga dalla monotonia quotidiana.

L’Italia ribelle del boom nasce da queste sale che hanno trafitto i cuori di una generazione, subito dopo la fine della guerra.

In questi incontri intimi c’è l’evoluzione del costume umano.

Dal boogie-woogie e dalle orchestre di mambo alle atmosfere brumose ed esotiche di “Casablanca” esiste un cammino dell’anima, che è bello conservare nella nostra memoria collettiva.

Di questo piccolo mondo antico Giuseppe Tornatore è stato emozionante epigono e cantore, prima che il suo capolavoro riaprisse una finestra sul passato e fosse coronato dalla statuetta dell’Oscar.

Il “Nuovo Cinema Paradiso” è una favola moderna che ci  riscopre i bambini sbalorditi in un’epoca ipertecnologica, che tutto tritura ed inghiotte senza la calma del tempo e la gioia di un pensiero emozionato.

La storia dei baci del GRANDE SCHERMO è naturalmente una cosa per adulti, che richiama alla sensualità ed alla seduzione.

Ci sono tutti i principali: il primo e l’ultimo, il più lungo – quello interminabile di “NOTORIUS” con Cary Grant ed Ingrid Bergman.

Il più trasgressivo e disperato, come quello degli sposi fragili Tom Cruise e Nicole Kidman nella psicologica lotta alle tentazioni del kubrikiano “Eyes Wide Shut”.

Il più struggente ed italiano, tra un lieve Marcello Mastroianni nel ruolo di un omosessuale all’indice, sedotto dalla carnale Sophia Loren nel silenzio di un appartamento durante un sabato fascista.

C’è l’incontro di bocche ad alta pulsione erotica tra Jack Nicholson e Jessica Lange, nel celebre “Il postino suona sempre due volte”; ed il romantico bacio dall’incantevole Audrey Hepburn a George Peppard nell’elegante “Colazione da Tiffany”.

E chi non ha versato almeno una lacrima per l’immortale storia di Jack e Rose durante l’inabissamento del Titanic?

Il bacio più famoso della storia – accanto a quello di Vivien Leigh/ Rossella O’ Hara al Rhett Butler sarcastico ed impunito magistralmente disegnato dalla recitazione di Clarke Gable – appartiene alla categoria più amata dalla gente, e cioè quella degli amori impossibili.

I baci parlano di noi e delle nostre debolezze, dei nostri sogni e dell’improvviso accendersi dei sensi nel grigiore della vita quotidiana.

E’ stato bello il racconto lirico di un Tornatore innamorato del suo progetto, in una Stintino ugualmente baciata dal mare trasparente e dal vento forte, dalla natura incontaminata e dalla pace di fine estate.

 Francesca Arca

 

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