GRAZIA DELEDDA, UN NOBEL DAL CUORE INTERAMENTE SARDO

GRAZIA DELEDDA, UN NOBEL DAL CUORE INTERAMENTE SARDO

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Un nobel dal cuore interamente sardo

 

Canne al vento”, “La Madre”, “Cenere”.

Tutti almeno una volta hanno sentito parlare di questi libri. Libri che parlano della meravigliosa terra che è la Sardegna. La sua terra. Grazia Deledda, la scrittrice sarda più conosciuta al mondo, celebra quest’anno 91 anni dal suo illustre riconoscimento per la letteratura.
Insignita del premio Nobel per la letteratura il 10 dicembre 1926, è l’unica donna italiana ad aver ricevuto il premio Grazia Deleddafin ora.

<< Per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano >>.

Questa fu la motivazione dell’allora giuria.

Il premio Nobel per la letteratura è uno dei cinque premio istituiti dal testamento di Alfred Nobel nel 1985. Viene attribuito ogni anno ad un autore che nel campo della letteratura mondiale “si sia maggiormente distinto per le sue opere in una direzione ideale”.

Venne assegnato per la prima volta nel 1901. L’ultimo, quest’anno, assegnato a Kazuo Ishiguro, autore giapponese. In Italia è stato assegnato a 6 autori molto conosciuti, da Carducci a Pirandello, a Dario Fo.
Grazia Deledda iniziava così il suo discorso di ringraziamento: << Sono nata in Sardegna; la mia famiglia è composta di gente savia, ma anche di violenti e di artisti produttivi>>.

La vita di Grazia Deledda

La vita della Deledda non fu ricca di avvenimenti, ma molto feconda da un punto di vista letterario. Molti i libri scritti, di avveGrazia Deleddanimenti e racconti dalla vena etica in cui è descritta la dura vita quotidiana dei compaesani sardi, Grazia Deledda viene considerata una figura dirompente perché proveniente da una terra e da un’epoca che non premiavano sicuramente l’ambizione femminile. La sua formazione, soprattutto letteraria, è di fatto da autodidatta, dal momento che al tempo, in Sardegna, le ragazze non frequentavano le scuole superiori.

Nonostante la sua vita piena di tragedie famigliari molto dolorose, Grazia Deledda iniziò a scrivere intorno ai quindici anni, pubblicando la sua prima novella in un giornale nuorese.
Con varie collaborazioni a giornali e riviste, iniziò piano a diventare sempre più famosa e apprezzata. Il verismo con il quale scriveva, le storie di passioni primitive, i toni cupi e l’ansia di liberazione delle sue opere colpirono la critica come una freccia acuminata, sia in Italia che all’estero.
Per questo, il 10 dicembre 1926 giunse il riconoscimento più prestigioso per uno scrittore: il conferimento del premio Nobel per la letteratura.

Il suo lavoro, che spesso toccava temi come la tentazione e il peccato, fu anche criticato tra i conterranei tradizionalisti ma gli ostacoli non hanno tuttavia influenzato la scrittrice. Scrisse anche per i lettori più piccoli.

Un tumore al seno di cui soffriva da tempo la portò alla morte il 15 o 16 agosto (dipende dalle fonti) del 1936, quasi dieci anni dopo la vittoria del Nobel.doodle_deledda
Per ricordare questo riconoscimento, anche il colosso del web Google ha dedicato un “doodle” alla scrittrice nuorese.
Splendida immagine decorativa per ricordare una delle più grandi scrittici sarde, «per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano».

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